Sabato a Soliera si parla di chi cura senza rete: il Caregiver Day torna alla Pacchioni


Sabato a Soliera si parla di chi cura senza rete: il Caregiver Day torna alla Pacchioni

Sono le sette del mattino, il telefono squilla. Un familiare è caduto. Oppure non risponde. O forse è il caregiver stesso a sentirsi mancare. In quel momento, sapere cosa fare, a chi telefonare, come non perdere la lucidità, può fare la differenza tra una tragedia e una soluzione. Di questo si parlerà sabato 30 maggio, dalle 9.30 alle 12.00, alla Casa della Comunità "Aude Pacchioni" di Soliera, in un incontro che porta un titolo onesto e diretto: "L'emergenza nella cura. Strumenti e strategie per affrontare momenti critici con maggiore sicurezza".

Un appuntamento alla sua sedicesima edizione

L'evento rientra nel Caregiver Day 2026, giunto alla sua XVI edizione, promosso da Anziani e Non Solo, una delle realtà più radicate nel welfare del distretto di Carpi, in collaborazione con CARER, l'Associazione Caregiver Familiari dell'Emilia-Romagna. A sostenere l'iniziativa ci sono l'Unione Terre d'Argine e il Comune di Soliera, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell'AUSL di Modena. Sedici anni di Caregiver Day non sono poca cosa: significano sedici anni in cui qualcuno ha ritenuto necessario ricordare al resto del mondo che chi assiste un familiare esiste, e che ha bisogno di supporto vero, non di sola ammirazione.

Chi sono i caregiver e perché non ne parliamo abbastanza

Il rapporto del CNEL sul valore sociale del caregiver familiare, pubblicato nel marzo 2026, ha messo nero su bianco quello che chi lavora nel sociale sa da tempo: in Italia sono milioni le persone che prestano assistenza continuativa a un familiare non autosufficiente, spesso senza alcun riconoscimento giuridico, economico o psicologico adeguato. Lo Stato risparmia miliardi grazie a questa rete invisibile di cura. Ma quando arriva l'emergenza, cadute, crisi comportamentali, improvvisi aggravamenti clinici, il caregiver si trova spesso solo, di notte, con un telefono in mano e non sa bene chi chiamare. L'ironia amara è che questo sistema funziona finché regge il caregiver. E nessuno si preoccupa troppo di quanto a lungo possa reggere.

Il programma: professioniste sul campo, non teorie

L'incontro del 30 maggio ha il pregio di portare al tavolo chi le emergenze le gestisce ogni giorno, non chi le studia da lontano. Ad aprire i lavori sarà Loredana Ligabue, esperta di caregiving e rappresentante di CARER, che inquadrerà il tema dentro la cornice più ampia della sostenibilità della cura e dei diritti dei caregiver familiari.

Claudia Bellini, psicologa di Anziani e Non Solo, affronterà qualcosa che si tende a dimenticare: l'emergenza ha un peso emotivo e fisiologico su chi la vive in prima persona, non solo sul paziente. Il caregiver non è un robot. Si spaventa, si blocca, a volte si ammala lui per primo.

Anna Vecchi, del Servizio di Pronto Intervento Sociale dell'Unione Terre d'Argine, e Federica Covezzi, dello Sportello Sociale di Caleidos e il Mantello, spiegheranno concretamente come attivare i servizi territoriali quando l'emergenza riguarda il caregiver stesso, perché sì, anche chi cura può trovarsi in una situazione di crisi e ha diritto a una risposta rapida.

Chiuderà gli interventi Cinzia Minozzi, coordinatrice del Centro Assistenza Urgenza del Distretto di Carpi, con una panoramica sui percorsi sanitari disponibili, sia per chi viene assistito sia per chi assiste.

Un territorio che prova a fare la sua parte

Le Terre d'Argine hanno una storia di attenzione al tema del welfare comunitario che non è retorica. Il fatto che un'iniziativa come il Caregiver Day conti sedici edizioni consecutive e si svolga in una struttura pubblica come la Casa della Comunità di Soliera dice qualcosa di concreto su come si intende la cura in questo territorio. Detto questo, sarebbe disonesto non aggiungere che sedici anni di giornate dedicate ai caregiver non hanno ancora prodotto in Italia una legge nazionale dignitosa che li tuteli. La legge delega sul caregiving è ferma nei meandri parlamentari da anni. Nel frattempo, le famiglie arrangiano, resistono, e ogni tanto crollano.

Sabato mattina, nella Casa della Comunità di Soliera, ci sarà spazio per chi vuole imparare a gestire l'emergenza con più strumenti in mano. Non è poco. Non è ancora abbastanza.

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