C'è chi segna, chi para, chi urla dalla panchina con il piglio del condottiero. E poi c'è chi, nell'ombra laboriosa del campo d'allenamento, fa sì che tutto questo sia possibile: il preparatore atletico. L'AC Carpi ha scelto di non fare a meno di Vito Barberio, ufficializzando nelle scorse ore il prolungamento del suo contratto fino a giugno 2027. Una notizia che sa di solidità, di cantiere biancorosso ben avviato.
Un curriculum che parla chiaro
Barberio non è arrivato a Carpi per caso. Il tecnico della preparazione fisica ha costruito la sua esperienza nei settori giovanili di Modena e Sassuolo, dove ha mosso i primi passi al fianco del collega Graziano Araldi, oggi suo compagno di staff in biancorosso. Il salto di qualità è arrivato con ben cinque stagioni al seguito di Piero Braglia, navigato allenatore con cui Barberio ha girato mezza Italia tra Avellino, Gubbio e Campobasso, accumulando chilometri, esperienza e una robusta cultura del lavoro atletico.
Nella scorsa estate, quando Stefano Cassani si è seduto sulla panchina del Cabassi, Barberio è entrato a far parte dello staff tecnico con un ruolo specifico e prezioso: il recupero degli infortunati, quella specializzazione silenziosa che fa la differenza tra avere una rosa disponibile e ritrovarsi a fare i conti con l'infermeria piena.
La continuità come scelta strategica
Il rinnovo fino al 2027 non è un atto burocratico. È un messaggio chiaro: la società biancorossa crede nella stabilità del proprio staff, in una coesione umana e professionale che si costruisce nel tempo, non si improvvisa. Cassani avrà ancora accanto a sé i suoi uomini fidati, con Barberio che garantirà continuità metodologica e quella preziosa conoscenza del gruppo che si accumula solo con i mesi vissuti insieme giorno per giorno.
In fondo, il calcio moderno lo insegna senza sconti: vince chi arriva alla fine della stagione con le gambe integre. E a Carpi, evidentemente, hanno capito bene la lezione.