Una Porsche come opera d'arte: Cleto Munari e i maestri del design sbarcano a Palazzo dei Pio


Una Porsche come opera d'arte: Cleto Munari e i maestri del design sbarcano a Palazzo dei Pio

Quando un'automobile smette di essere un mezzo di trasporto e diventa un manifesto estetico collettivo, qualcosa di straordinario è accaduto. E qualcosa di straordinario è pronto ad accadere anche a Carpi, dove sabato 30 maggio 2026 la Sala Estense di Palazzo dei Pio aprirà le porte a una delle storie più affascinanti che il design italiano del Novecento abbia prodotto: quella della Porsche 996 AutOpera, un esemplare unico al mondo che porta il nome del designer vicentino Cleto Munari e i segni visibili di quattro giganti della creatività internazionale.

Un libro, una macchina, una leggenda

L'appuntamento rientra nella rassegna Il gusto delle storie, che i Musei di Palazzo dei Pio hanno inserito nel ricco programma culturale 2026, anno in cui la struttura carpigiana ha già toccato numeri ragguardevoli: quasi 39.000 visitatori nel 2025, con un incremento del 10% sul 2024, a conferma di una programmazione sempre più capace di attrarre pubblici diversi e curiosi.

Al centro dell'evento c'è la presentazione del libro AutOpera. Storia di un'auto unica, scritto dall'avvocato modenese con studi di architettura Cristian Henrich Stove e pubblicato nel marzo 2022. Ottantasei pagine, ottanta fotografie, per raccontare la storia di una Porsche 911 modello 996 di quarta generazione, immatricolata nel 1998 e acquistata da Stove nel 2016 durante il Porsche Festival di Misano Adriatico, dove la casa tedesca la mise all'asta in beneficenza per le popolazioni terremotate. All'epoca era gialla pastello con interni in pelle nera, una vettura di serie. Quello che accadde dopo la trasformò in qualcosa di irripetibile.

Quando il design incontra la carrozzeria

Fu Cleto Munari a scegliere quel modello come tela su cui convogliare la creatività propria e di quattro grandi amici. Munari, nato a Gorizia nel 1930 e vicentino d'adozione, è una delle figure più longeve e irrequiete del design italiano: dagli anni Settanta ha collaborato con Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Gae Aulenti, Mario Bellini e decine di altri maestri, producendo collezioni di argenti, gioielli, orologi e penne stilografiche che sono entrate nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art e del MoMA di New York. Definirlo semplicemente un designer sarebbe riduttivo: è un editore di bellezza, un catalizzatore di talenti.

Sulla carrozzeria di quella 996 Munari firmò la grafica raffinatissima a puzzle giallo-verde acido del cofano motore e appose tutt'intorno la scritta Cleto Munari per Porsche. Alessandro Mendini, il grande rinnovatore del design italiano di fine anni Settanta, realizzò una struttura cubista multicolor che evoca due suoi capolavori: il cavatappi Alessi e la celeberrima poltrona Proust. Ettore Sottsass, l'uomo che aveva disegnato le macchine da scrivere e le calcolatrici Olivetti, tornò alle radici con un mosaico a quadratini su base nera che sfumano dal rosso al rosa salmone, reminiscenza dei pavimenti dei templi tibetani. Il pittore Mimmo Paladino, voce della Transavanguardia italiana, aggiunse la sua cifra simbolica e antica. L'architetto argentino naturalizzato statunitense César Pelli, famoso per le Torri Petronas di Kuala Lumpur, completò il quintetto con il proprio contributo.

\p>Il risultato è un oggetto che sfida ogni catalogazione: troppo prezioso per essere guidato normalmente, troppo bello per stare fermo in un garage.

 

Carpi come palcoscenico del design

Portare questa vettura e il suo creatore nella Sala Estense di uno dei palazzi rinascimentali più suggestivi dell'Emilia è una scelta che dice molto dell'ambizione culturale di Palazzo dei Pio nella stagione 2026, siglata dal claim Al Museo c'è più gusto!. Il sindaco Riccardo Righi e l'assessore alla Cultura Giuliano Albarani hanno costruito un calendario che spazia dal Rinascimento gastronomico con la mostra Non di solo pane fino alla collaborazione con il Museo Egizio per Le acque del caos: un design su quattro ruote firmato da cinque geni del Novecento ci sta benissimo, anzi ci stava quasi aspettando.

L'incontro con Cleto Munari, oggi 95enne e ancora in pieno fermento creativo secondo chi lo frequenta, promette di essere uno di quegli appuntamenti in cui si respira la storia dell'arte italiana senza bisogno di didascalie. La Porsche 996 AutOpera sarà esposta fisicamente in sala: non in fotografia, non in riproduzione. Lei, con tutti i suoi colori e le firme dei suoi cinque autori.

Informazioni pratiche

L'evento si tiene sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00 presso la Sala Estense di Palazzo dei Pio, in Piazza dei Martiri a Carpi. L'ingresso è gratuito. Per chi non ha ancora visitato Palazzo dei Pio in questa stagione espositiva, l'occasione è doppia: una Porsche d'artista e uno dei palazzi più belli della provincia di Modena, tutto in un pomeriggio di fine maggio.

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