C'è un segreto custodito per decenni, una follia nascosta, un infanticidio di cui nessuno ha mai voluto parlare. E poi le corse in corriera, i figli che nascevano e morivano, le donne che si costruivano il destino con le proprie mani. Mè Mèeder è tutto questo: non un romanzo, ma una cronaca familiare che attraversa quasi cento anni di vita carpigiana, dalla metà dell'Ottocento agli anni Sessanta del Novecento.
L'appuntamento è per giovedì 7 maggio alle ore 18.30 alla libreria La Fenice di Carpi, dove Paola Pignatelli, autrice del volume, dialogherà con Florio Magnanini, direttore del settimanale locale VOCE.
Due famiglie, una Carpi dimenticata
Al centro del libro si incontrano due stirpi ben radicate nella memoria carpigiana. Da un lato i Castellani Tarabini, nobili possidenti con terre e palazzi. Dall'altro i Valenti, contadini dall'ingegno vivo che nel 1922, quando Vincenzo Valenti sposò Beatrice Benatti, diedero vita insieme ai fratelli Primo e Fernando all'Impresa Fratelli Valenti, uno dei primissimi servizi di trasporto con autocorriere in Italia.
È proprio quell'unione, celebrate in un anno cruciale per la storia del Paese, a fare da snodo narrativo. Da lì si dipana una sequenza di vicende private e collettive: la povertà e la nobiltà, le gravidanze e i lutti, le miserie tenute sotto silenzio e le imprese costruite dal nulla.
La voce di Beatrice, "ragazza del '99"
A raccontare tutto è Beatrice, nonna materna dell'autrice, ragazza del '99, orfana cresciuta in un'epoca in cui certe cose non si dicevano. È lei a svelare il segreto più pesante: la follia del padre, morto nel manicomio di San Lazzaro a Reggio Emilia, istituzione psichiatrica con una storia plurisecolare, e l'insabbiamento sistematico che la famiglia costruì attorno a quella vergogna. E ancora: un infanticidio mai nominato, il collegio di Modena che accoglieva su concorso le ragazze povere per insegnar loro le arti domestiche, le due guerre sullo sfondo.
Il titolo Mè Mèeder, che in dialetto carpigiano significa «mia madre», dice già tutto sull'impostazione del libro: un racconto al femminile, fatto di chiacchiere tramandate di madre in figlia, lontano dalla grande storia ufficiale degli uomini.
Memoria orale e archivi: un metodo rigoroso
Quello che potrebbe sembrare un memoir sentimentale è in realtà un lavoro documentato con rigore. Le vicende tramandate oralmente sono state verificate e circostanziate attraverso una meticolosa ricerca d'archivio. Il volume di 123 pagine, autopubblicato, è corredato di foto d'epoca e riproduzioni di documenti originali. In appendice, le ricette di casa Castellani Tarabini, inclusa quella della torta di tagliatelle.
Paola Pignatelli è giornalista, genovese di nascita e milanese di adozione, ma profondamente legata a Carpi da affetti e ricordi. Ha collaborato con testate nazionali come Corriere della Sera, L'Unità, Il Giorno, Panorama e Il Sole 24 Ore, occupandosi di cronaca, viaggi e lifestyle. Per chi ha radici carpigiane, o semplicemente per chi ama la storia locale raccontata dal basso, l'appuntamento di giovedì è da non perdere.