Una mattina in bici e poi il buio: il carpigiano investito da un camion a Rubiera lotta per tornare a casa


Una mattina in bici e poi il buio: il carpigiano investito da un camion a Rubiera lotta per tornare a casa

Era una mattina come tante, con la bici da corsa e quella voglia di pedalare che conosce bene chi ha fatto del ciclismo un'abitudine, quasi una filosofia di vita. Ma per un carpigiano di 53 anni, la mattinata di venerdì 6 giugno si è trasformata in un incubo che si è concluso su una barella, diretto al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Cosa è successo sulla provinciale 51

Erano poco dopo le sette del mattino quando l'uomo percorreva via Contea, il tratto della strada provinciale 51 che corre nel territorio di Rubiera in direzione di Salvaterra. All'altezza del ristorante Sider Park, punto di riferimento lungo quella strada, un camion guidato da un 34enne lo ha urtato. Un impatto violento, senza scampo per l'equilibrio del ciclista, che è caduto sull'asfalto riportando diversi traumi.

Le cause del sinistro sono ancora al vaglio degli inquirenti. Una manovra azzardata, un attimo di distrazione, forse la scarsa visibilità nelle prime ore del mattino: sono le ipotesi sul tavolo. Quel che è certo è che il risultato è stato brutale, come quasi sempre accade quando il ferro di un camion incontra il telaio di una bici.

I soccorsi e le condizioni del ferito

Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118, che hanno prestato i primi soccorsi al carpigiano e lo hanno poi trasportato al pronto soccorso reggiano. Le condizioni, in un primo momento giudicate gravi, sembrano essersi stabilizzate: l'uomo non sarebbe in pericolo di vita, anche se il ricovero prosegue per consentire ulteriori accertamenti.

È intervenuta anche la Polizia Locale dell'Unione Tresinaro Secchia, il corpo intercomunale che riunisce le polizie locali di Rubiera, Scandiano, Casalgrande, Castellarano, Baiso e Viano. Gli agenti hanno eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica esatta dell'incidente e hanno gestito il traffico lungo la provinciale, istituendo il senso unico alternato per consentire i soccorsi.

Un problema che non si riesce a risolvere

C'è una statistica che dovrebbe far riflettere: secondo i dati ISTAT pubblicati nel 2025 e riferiti all'anno 2024, sulle strade italiane hanno perso la vita 185 ciclisti. Un numero enorme, anche se in calo rispetto ai 212 del 2023. Il problema non riguarda solo le grandi città, ma soprattutto le strade extraurbane, quelle provinciali che collegano i paesi della pianura padana e che i ciclisti percorrono ogni mattina per allenamento o per lavoro.

La provinciale 51 tra Rubiera e Salvaterra non è certo una pista ciclabile. È una strada trafficata, frequentata da mezzi pesanti diretti verso i poli industriali della zona. I carpigiani che pedalano ogni mattina in quella direzione lo sanno bene: ci vuole attenzione, ma non basta mai, se dall'altra parte c'è un camion che non ti vede o non ti lascia spazio.

Carpi è una città che ha investito nella mobilità ciclabile al suo interno, ma appena si esce dai confini comunali il discorso cambia radicalmente. La speranza è che questo ennesimo incidente non resti solo una notizia di cronaca, ma diventi un argomento da portare sui tavoli delle istituzioni locali e provinciali, prima che qualcun altro paghi un prezzo troppo alto per una passione o una semplice mattinata in sella.

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