Si apre a Modena e prosegue fino al 1° ottobre il Congresso internazionale di composizione musicale "Mondi che ascoltano": tre giorni nella sede di Modena del Conservatorio di Modena e Carpi, con la guida del direttore Giuseppe Fausto Modugno, che mettono nella stessa stanza musicisti provenienti da Africa orientale, Asia, Australia, Sud America, Russia e Belgio. Musica senza barriere geografiche né politiche, in un dialogo tra popoli e culture lontane: la formula è ambiziosa, e per una volta non è soltanto retorica da comunicato, visto che il programma prevede incontri, dibattiti, performance, concerti e ricerca artistica.
Chi arriva e da dove
A indagare ritmi e silenzi di culture diverse quando incrociano la tradizione occidentale, e a farne ascoltare i suoni, saranno Clint Bracknell, compositore e docente all'Università della Western Australia, Claudie Ricaud, musicologa e già direttrice del Conservatoire F. Mitterrand di Mauritius, Giusy Caruso, pianista e artista-ricercatrice dell'Università di Anversa, Danieli Veronica Longo Benedetti, pianista, ricercatrice e docente dell'Università statale UNESP di San Paolo del Brasile, Vasily Scherbakov, pianista, compositore e docente del Conservatorio di Mosca, e John Sharpley, compositore, pianista e performer statunitense da anni attivo a Singapore.
Tra gli altri interventi musicali in programma figurano quelli di Valentina Zanni, Josephine Palese, Paolo Delai, Daniele Negrini, Rebecca Dallolio, Claudio Carrabino, Jacopo Paglia ed Emily Saito Noble.
Non è un festival, è un progetto di ricerca
Vale la pena sottolineare il dettaglio meno scenografico e più sostanzioso: l'iniziativa nasce all'interno di un progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin), finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e condotto dal Conservatorio di Modena e Carpi in collaborazione con l'Associazione SoundInk: Inchiostri Sonori. Tradotto per chi paga le tasse: soldi pubblici di ricerca che finiscono in un istituto che ha una sede anche a Carpi, e che quei fondi li usa per portare qui docenti di Perth, Mosca, Anversa e San Paolo. Non è poco, in un Paese dove la ricerca musicale è spesso trattata come intrattenimento di complemento.
Il nome nuovo sulla porta
Il congresso cade a pochi giorni dalla cerimonia pubblica del 12 ottobre, quando l'istituto verrà formalmente intitolato a Luciano Pavarotti, in concomitanza con le celebrazioni per l'anniversario della nascita del tenore. La nuova denominazione, "Conservatorio Luciano Pavarotti di Modena e Carpi", è operativa dal giugno scorso dopo il via libera del Ministero dell'Università e della Ricerca, su delibera del Consiglio di Amministrazione dello scorso novembre e con il consenso della Fondazione Pavarotti e della famiglia del tenore. Si passa così dai nomi di Orazio Vecchi e Antonio Tonelli, storicamente legati alle due sedi, a quello dell'icona globale.