Diciotto consiglieri presenti, un'agenda tutt'altro che sobria e, alla fine, la conferma che i grandi nodi della città continuano a stringersi. Il Consiglio Comunale di Carpi del 28 maggio 2026 è stato il palcoscenico di uno scontro a più fronti: l'assedio energetico alle frazioni, il vuoto di potere in Giunta ormai datato quasi un anno, e il tentativo di blindare il controllo pubblico su AIMAG. Se l'unanimità ha caratterizzato soltanto il punto d'apertura, la divisione politica ha segnato tutto il resto della seduta.
Catasto incendi: l'unica voce comune
Il primo punto all'ordine del giorno, l'aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco, è scivolato via come un atto puramente burocratico. Il dirigente della Protezione Civile, Marcello Fabbri, ha illustrato il censimento di un'area a nord di via Valle, prossima al confine con Novi, colpita da un incendio e ora soggetta a vincoli decennali sull'edificabilità. Nessun intervento dal pubblico, nessuna domanda dai banchi dell'opposizione: voto unanime e pratica archiviata in pochi minuti. È stata l'unica volta in cui l'aula ha parlato davvero con una sola voce.
Fossoli, la "Cenerentola" energetica
La temperatura politica è salita con la delibera sui sistemi di accumulo BESS "Fossoli Nord" e "Fossoli Sud", due impianti da 50 megawatt ciascuno destinati a occupare terreni agricoli a nord della frazione. I BESS, acronimo di Battery Energy Storage System, sono grandi parchi di container-batteria che immagazzinano l'energia prodotta dagli impianti rinnovabili, in questo caso collegati ai campi agrivoltaici già autorizzati in zona. Secondo le richieste di autorizzazione depositate, il primo impianto sorgerebbe in località Fondo Tre Cantoni, a ovest della Provinciale Nord di fronte al Ca.Re., il secondo in località Casino Rossi, tra la stessa provinciale e i magazzini Enel.
La delibera è passata con i voti della maggioranza (PD, Carpi a Colori, AVS e Sindaco), mentre Fratelli d'Italia e Carpi Civica si sono astenuti polemicamente e Forza Italia non ha partecipato al voto. Lo scontro ha mostrato una spaccatura profonda tra chi ritiene inevitabile adeguarsi al quadro normativo nazionale e chi denuncia invece una progressiva colonizzazione industriale di Fossoli.
La consigliera Federica Boccaletti di Fratelli d'Italia ha usato parole nette: Fossoli sta diventando la "Cenerentola di Carpi", un polo di serie B dove si concentrano la discarica, gli impianti Ca.Re. e ora le batterie industriali. La consigliera di Carpi Civica, Medici, ha motivato l'astensione denunciando un "errore a monte": l'autorizzazione all'agrivoltaico avrebbe innescato una cascata inarrestabile di richieste BESS, erodendo suolo agricolo che la Regione Emilia-Romagna dovrebbe invece destinare alla forestazione. Il sindaco Riccardo Righi ha incassato i 730.000 euro di compensazione ambientale, destinati alla realizzazione di un parcheggio fotovoltaico per la Polizia Locale, ma ha ammesso apertamente la "solitudine" dei Comuni di fronte a leggi nazionali che sottraggono al territorio ogni potere reale di veto.
La sedia vuota: quasi un anno senza assessore all'Urbanistica
Il momento di maggiore tensione politica è arrivato con la mozione di Fratelli d'Italia sulla nomina di un nuovo assessore. Da quasi un anno, precisamente dal 10 luglio 2025, le deleghe strategiche su Urbanistica e Rigenerazione urbana, Edilizia privata, Nuove mobilità e Trasporto pubblico, Smart City e Innovazione digitale sono rimaste nelle mani del Sindaco, dopo le dimissioni di Alessandro Di Loreto. L'ex assessore aveva lasciato l'incarico a causa della sua precedente esperienza professionale in AMo, società al centro di verifiche giudiziarie legate a un ammanco di risorse finanziarie.
Le opposizioni, Lega, Carpi Civica e Forza Italia, hanno parlato di impasse politico e di una Giunta "zoppa" per calcoli di partito. Righi ha risposto con durezza, rivendicando la propria esperienza quinquennale sui dossier e sostenendo che l'attività amministrativa non ha subito rallentamenti. La maggioranza ha fatto muro, bocciando la mozione e lasciando le deleghe ancora congelate nelle mani del primo cittadino. Per FdI, con la consigliera Boccaletti che firma la mozione, si tratta di materie "complesse e decisive per il futuro della città" che richiedono una guida politica dedicata, non un interim sine die.
AIMAG: il "salvagente" al 65%
A chiudere la seduta è stato il capitolo AIMAG. Il Consiglio ha approvato una mozione di indirizzo per rafforzare il controllo pubblico nel nuovo patto di sindacato 2026-2031, con un punto cardine: ottenere la maggioranza qualificata del 65% per le operazioni straordinarie come fusioni, scissioni e aumenti di capitale, così da impedire colpi di mano da parte dei soci privati. Il tema aveva già animato l'opinione pubblica nelle settimane precedenti, con un comitato civico che aveva chiesto ai sindaci del territorio di rinnovare il patto rafforzando le garanzie pubbliche.
La mozione è passata con il voto favorevole anche di Forza Italia e Carpi a Colori, mentre Fratelli d'Italia è rimasta fuori dal voto, criticando la "zona grigia" di una proposta arrivata fuori tempo massimo. Per la consigliera Medici di Carpi Civica, il voto è la "prova provata" che il patto di sindacato approvato una settimana prima era scritto male e aveva bisogno di un rattoppo tardivo. Per la maggioranza, invece, si tratta di un atto di indirizzo politico per blindare il patrimonio collettivo.
Una città in attesa
Il Consiglio del 28 maggio si chiude con tre scenari aperti che i cittadini di Carpi osservano con attenzione crescente. Fossoli attende di scoprire quanti container batteria occuperanno le sue campagne. La Giunta attende ancora un ottavo assessore capace di alleggerire un Sindaco che governa troppe deleghe strategiche. AIMAG attende di capire se quella clausola al 65% sarà sostanza contrattuale o soltanto un impegno politico destinato a svanire al tavolo delle trattative. La transizione energetica e la governance delle partecipate non sono più tecnicismi riservati agli addetti ai lavori: sono diventati il campo di battaglia di una politica locale sempre più frammentata e costretta a rincorrere gli eventi.