Zone rosse e palestre: il Consiglio di Carpi tra sicurezza e sport


Zone rosse e palestre: il Consiglio di Carpi tra sicurezza e sport

Il Consiglio Comunale di Carpi del 16 aprile 2026 si è trasformato in un piccolo teatro dell'assurdo, dove tra zone rosse respinte e palestre riapprovate, la politica carpigiana ha offerto uno spettacolo degno di un vaudeville moderno.

La danza delle zone rosse: quando la sicurezza divide

L'atto più significativo della serata è stata la mozione di Fratelli d'Italia per l'istituzione delle cosiddette "zone rosse" nel territorio comunale, ai sensi dell'articolo 2 del TULPS. Una proposta che ha scatenato un dibattito più acceso di una rissa da bar sport. Il consigliere Casolari, con la precisione di un cronometrista svizzero, ha elencato episodi di violenza che vanno dalla rissa del 26 settembre in via Garagnani ai tafferugli di corso Fanti, dipingendo un quadro della sicurezza cittadina che farebbe impallidire Gomorra. Ma la maggioranza non ci sta: "Carpi non è Chicago", è il leitmotiv che echeggia dai banchi del PD. La consigliera Medici ha sollevato la questione con una pragmaticità che fa male: "Cosa facciamo, rendiamo zona rossa San Nicolò? Via Bolsena? Il problema si sposta di 300 metri". Una logica ferrea che smonta l'entusiasmo repressivo dell'opposizione.

L'ironia dei numeri

Il consigliere Affuso ha sventolato i dati della Polizia Locale come un torero la muleta: rapine in calo da 2 a 1, furti in abitazione da 15 a 6. Numeri che trasformano Carpi in una Svizzera padana, almeno sulla carta. Ma i cittadini che protestano nelle assemblee pubbliche evidentemente leggono statistiche diverse.

La palestra del Meucci: quando lo sport unisce

Se sulle zone rosse il Consiglio si è spaccato come un cocomero maturo, sulla convenzione per la palestra dell'Istituto Meucci l'unanimità ha regnato sovrana. 20,21 euro all'ora più IVA alla Provincia di Modena per continuare a utilizzare la struttura fino al 2029: un affare che neanche al mercato delle pulci. L'assessora Lugli ha spiegato con dovizia di particolari come questa convenzione si inserisca in una filosofia più ampia: "Non premiamo solo l'utilizzo degli impianti, ma i progetti sportivi". Una rivoluzione copernicana che trasforma le società sportive da semplici affittuari a partner strategici.

Il paradosso della capienza

Un dettaglio delizioso: la palestra che tutti chiamano "palazzetto" ha una capienza ridotta da 499 a 199 spettatori dal 2016. La Provincia ha promesso lavori di adeguamento che riporteranno la capienza a quasi 500 posti. Nel frattempo, i carpigiani si accontentano di giocare a pallavolo in spazi che farebbero sembrare un campetto dell'oratorio uno stadio olimpico.

Il voto che ha fatto tremare la democrazia

Il momento più surreale della serata è arrivato durante la votazione sulle zone rosse, quando il consigliere Verrini ha dichiarato di essersi sbagliato a premere il tasto. Un episodio che ha scatenato le ire di Fratelli d'Italia, con il consigliere che ha tuonato: "Non siamo in un'assemblea di condominio!". La replica del sindaco Righi non si è fatta attendere, offrendo un invito al dialogo istituzionale: "Volete firmare quell'atto per andare dal prefetto? Andiamoci insieme". Una proposta che ha lasciato l'opposizione senza parole, dimostrando che a volte la politica sa ancora sorprendere.

Conclusioni: tra realismo e utopia

Il Consiglio del 16 aprile ha fotografato una Carpi divisa tra chi vorrebbe trasformare il centro storico in una fortezza e chi preferisce puntare su educativa di strada e progetti di inclusione sociale. Nel mezzo, una città che cresce, con i suoi 14.000 tesserati sportivi e i suoi problemi quotidiani. Forse la verità, come spesso accade, sta nel mezzo: tra zone rosse e zone grigie, tra sicurezza percepita e sicurezza reale, tra l'esigenza di controllo e il diritto alla libertà. Ma una cosa è certa: a Carpi il dibattito politico non manca mai di vivacità, anche quando l'orologio segna le 23 e tutti sognano il proprio letto. E mentre i consiglieri tornano a casa, la città continua a vivere, sognare e a volte a litigare. Proprio come dovrebbe essere in una democrazia che funziona, anche quando sembra non funzionare affatto.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online