C'è un momento, nelle sedute dei consigli dell'Unione, in cui la realtà burocratica si trasforma in una sorta di romanzo corale: ciascun personaggio porta la propria lettura degli stessi numeri, e il risultato è un affresco che dice molto di più di qualsiasi tabella Excel. Mercoledì 29 aprile 2026, il Consiglio dell'Unione delle Terre d'Argine, l'ente che riunisce i Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera per circa centomila abitanti, ha approvato a maggioranza il rendiconto 2025. La seduta si è tenuta sotto la presidenza di Enrico Diacci, con l'illustrazione tecnica affidata al dottor Castelli. Il verdetto formale è positivo, ma il dibattito ha rivelato crepe degne di attenzione.
I numeri della solidità
Sul piano strettamente contabile, l'Unione chiude il 2025 con un avanzo di amministrazione complessivo di circa 17 milioni di euro, di cui la parte preponderante (oltre 8 milioni) è costituita da quote accantonate e vincolate, e solo 2 milioni 111mila euro risultano liberi. Una cifra, quest'ultima, inferiore ai 3 milioni dell'anno precedente. Il debito residuo si attesta a 3.796.827 euro, con un'incidenza sull'indebitamento sulle entrate correnti all'1,40%, ben al di sotto dei limiti di legge. Il dato più eloquente, però, lo fornisce il confronto territoriale: il debito procapite consolidato tra l'Unione e i quattro comuni è di 323 euro per abitante, esattamente la metà della media regionale dell'Emilia-Romagna e meno di un terzo del dato nazionale, prossimo ai 600 euro.
Le entrate sono state attivate per oltre il 96% rispetto alle previsioni, segno di una pianificazione accurata, e la spesa corrente procapite è cresciuta meno dell'inflazione. La dipendenza dai trasferimenti statali diretti si ferma al 5,7%, a conferma di una struttura finanziaria che regge prevalentemente sulle risorse dei comuni aderenti e sulle entrate proprie. I pagamenti ai fornitori avvengono mediamente con 19 giorni di anticipo rispetto alla scadenza, con zero fatture scadute al 31 dicembre: un risultato che fa impallidire molte amministrazioni pubbliche italiane.
L'anno degli autovelox sequestrati
Ma il 2025 è stato anche l'anno in cui la storia degli autovelox sequestrati si è abbattuta come un temporale estivo sui conti dell'ente. All'inizio di febbraio, la Procura di Cosenza aveva avviato un'inchiesta nazionale sulla mancata omologazione ministeriale di alcuni modelli di rilevatori di velocità: sei dispositivi dell'Unione delle Terre d'Argine erano finiti sotto sequestro, togliendo di fatto al corpo di polizia locale la possibilità di emettere sanzioni per tutto l'anno. Il mancato gettito si è tradotto in un ammanco netto di circa 1,5 milioni di euro, coperto attingendo all'avanzo 2024 in sede di salvaguardia degli equilibri estivi, senza chiedere un centesimo in più ai quattro comuni. Il paradosso è che vengono emesse sanzioni per 2 milioni 240mila euro ma se ne incassano solo 623mila: un tasso di riscossione che il revisore dei conti ha segnalato essere in peggioramento negli ultimi due anni.
Il PNRR: undici progetti, 1,7 milioni impegnati
Sul fronte degli investimenti, l'Unione ha gestito nel 2025 11 progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, suddivisi in sette interventi di digitalizzazione (Missione 1) e quattro di inclusione sociale (Missione 5), per un volume complessivo di spese impegnate di 1,7 milioni di euro. Tra i progetti sociali figurano i percorsi di autonomia per persone con disabilità, il progetto sulle dimissioni protette realizzato insieme al distretto di Mirandola, e il progetto Housing First per la gestione del centro di ospitalità per persone senza fissa dimora in via Molinari 33 a Carpi: una struttura con diciotto posti ricavata dalla riqualificazione di un edificio degli anni Sessanta donato da un privato cittadino alle ex Opere Pie, ristrutturato grazie a 500mila euro di fondi PNRR e risorse proprie di ASP Terre d'Argine. Sul versante digitale, la piattaforma SEND per la notifica degli atti pubblici, l'integrazione di PagoPA, la digitalizzazione degli sportelli SUAP e SUE e il progetto PerformaPA per la formazione del personale compongono un pacchetto di modernizzazione che punta a evadere automaticamente le pratiche ripetitive lasciando gli operatori liberi di occuparsi delle situazioni più complesse.
La scuola: eccellenza certificata (e costosa)
Il settore istruzione occupa la voce di spesa principale del bilancio dell'Unione, e i dati premiano anni di investimenti. La copertura dei servizi per l'infanzia da 3 a 6 anni raggiunge il 100%, quella dei nidi l'83%: obiettivi che superano abbondantemente i target europei e che il consigliere Affuso ha ricordato non essere scontati affatto su scala nazionale. Il polo scolastico delle superiori si è rivelato persino attrattivo, con una popolazione cresciuta nonostante il calo demografico, anche grazie al progetto In Campus contro la dispersione scolastica. Il rovescio della medaglia è la spesa: il sostegno agli alunni disabili ha raggiunto i 5 milioni 366mila euro nel 2025, partendo da 3 milioni 389mila nel 2019, con un incremento del 60% in sette anni e altri 300mila euro aggiunti rispetto al 2024. Il saldo da finanziare per i quattro comuni ammonta complessivamente a 37 milioni 190mila euro, con la scuola che drena la quota più consistente, seguita dal sociale.
Il sociale: più domanda, meno risposta
Ed è sul sociale che si è accesa la discussione più vivace. La consigliera Medici (Carpi Civica), con il piglio di chi ha letto davvero le centinaia di pagine del rendiconto, ha alzato il dito su alcune anomalie negli indicatori del DUP. Lo sportello sociale aveva previsto 600 accessi: ne sono arrivati 1.020. Il tempo di attesa per un appuntamento doveva essere di 15 giorni: è di 17. L'aumento degli accessi viene persino contato come obiettivo raggiunto, quando invece segnala che la domanda di aiuto cresce molto più rapidamente della capacità di risposta. I progetti di supporto ai caregiver raggiungono 547 partecipanti, ma le prese in carico individuali sono 128 su una popolazione di centomila abitanti. Il consigliere Liguori (Campogalliano 41011) ha portato la riflessione sul piano strutturale: la spesa sociale si avvicina ai 22 milioni, ma bisogna chiedersi se si spende di più perché si costruisce una comunità più forte o perché cresce il numero di chi ha bisogno di essere sorretto.
La perdita che nessuno vuole nominare
Il punto più tecnico, e forse più significativo, riguarda la nuova contabilità economico-patrimoniale entrata in vigore il 1° gennaio 2026. La consigliera Medici ha ricordato che il conto economico 2025 si chiude con una perdita di 501.140 euro, contro i 169mila dell'anno precedente. Non è l'utile di un'azienda privata, e sarebbe sbagliato equipararlo, ma è un indicatore che andrà monitorato con crescente attenzione nei prossimi esercizi, poiché la nuova contabilità per competenza economica diventerà sempre più rilevante nella valutazione degli enti locali. La differenza non riconciliata tra i conti dell'Unione e quelli dell'ASP Terre d'Argine, l'azienda speciale dei servizi alla persona di cui l'Unione è socio unico al 100%, ammonta a oltre 505mila euro: una cifra che, per ammissione dello stesso rendiconto, certifica una difficoltà a governare il flusso di informazioni contabili tra due soggetti che dovrebbero parlare la stessa lingua.
Il voto e la prossima sfida
Il rendiconto è stato approvato a maggioranza, con i voti del centrosinistra Terre d'Argine e della lista civica del presidente. Fratelli d'Italia ha votato contro, mentre Carpi Civica e la lista civica Campogalliano 41011 si sono astenuti. La consigliera Carletti (Fratelli d'Italia) ha riconosciuto la solidità gestionale chiedendo spiegazioni sull'incremento di 2,5 milioni nei debiti verso fornitori e sull'utilizzo previsto per i 2 milioni di avanzo libero, sollecitando un occhio di riguardo verso famiglie, anziani e disabili in difficoltà. Il passo successivo è già calendarizzato: mercoledì 6 maggio 2026, la seconda commissione, presieduta dalla dottoressa Zambelli, convocherà dirigenti scolastici e assessori dei quattro comuni per affrontare il tema dell'integrazione scolastica nei contesti migratori, forse l'orizzonte più delicato e urgente che il territorio si troverà ad attraversare nei prossimi anni, con o senza fondi PNRR.