Il consiglio comunale di Carpi del 28 aprile ha approvato il rendiconto 2025 con i soli voti della maggioranza, mentre le opposizioni hanno dipinto un quadro critico dell'amministrazione. Un dibattito che ha messo in luce visioni diametralmente opposte sulla gestione della città.
Il rendiconto: numeri e visioni a confronto
L'assessora al bilancio Mariella Lugli, che ricopre anche il ruolo di vicesindaco, ha presentato un rendiconto che definisce "solido", con un risultato di amministrazione positivo di oltre 16 milioni di euro e un avanzo disponibile di quasi 2 milioni. I numeri parlano di una Carpi in crescita demografica, con quasi 75.000 residenti (+0,88% sul 2024), e di conti in ordine che rispettano tutti i parametri di deficitarietà. "Carpi è una città solida che sa programmare", ha sottolineato Lugli, evidenziando i 28 progetti PNRR da oltre 32 milioni di euro che stanno trasformando la città. Ma dietro questi dati si nasconde una realtà più complessa che le opposizioni non hanno tardato a mettere in luce.
Le critiche di Carpi Civica: "Patrimonio svenduto"
La consigliera di Carpi Civica Monica Medici ha lanciato l'attacco più duro, definendo il bilancio "che spaventa". I suoi calcoli sono impietosi: dal 2021 la cassa comunale è passata da 36 milioni a meno di 16, una diminuzione di 20 milioni in quattro anni. "Abbiamo più spese che entrate", ha dichiarato, sottolineando come l'avanzo disponibile di 2 milioni derivi esclusivamente da due operazioni straordinarie: 811.000 euro dalla distribuzione di riserve AIMAG e 1,5 milioni dalla vendita trentennale di aree per antenne. "Stiamo vendendo i gioielli di famiglia per pagare le spese correnti", ha tuonato Medici, "questo è impoverire le generazioni future".
PNRR e Corte di Fossoli: una corsa contro il tempo
Particolarmente acceso il dibattito sulla Corte di Fossoli, opera da 15 milioni che rappresenta il progetto più importante del PNRR carpigiano. La scadenza del 30 giugno per l'ultimazione e collaudo preoccupa Medici, che critica l'amministrazione per non aver accantonato fondi a tutela di possibili rischi. L'assessore ai lavori pubblici Paolo Malvezzi ha rassicurato sui tempi, ma la tensione rimane alta.
Fratelli d'Italia all'attacco: "Immobilismo mascherato"
Federica Carletti di Fratelli d'Italia ha denunciato "fragilità gestionali e segnali di lentezza" dell'amministrazione. I suoi numeri: 826.000 euro di progetti previsti per il 2025 rimasti nel cassetto, oltre 1,2 milioni già spostati al 2026. "Non è una medaglia al petto avere avanzi eccessivi sugli investimenti", ha dichiarato, "è un indice di fallimento nella programmazione". Anche il tema della mobilità è finito nel mirino, con l'aumento del 15% dei proventi dei parchimetri che testimonia, secondo l'opposizione, il fallimento delle politiche green tanto sbandierate.
Michele De Rosa e il sondaggio
I servizi sociali: fiore all'occhiello della città
Se le opposizioni attaccano sulla gestione finanziaria, la maggioranza rivendica con orgoglio l'investimento nel sociale. L'assessora Tamara Calzolari ha snocciolato numeri impressionanti: 6 milioni di euro trasferiti all'Unione per i servizi sociali, 223 posti residenziali per anziani e disabili, oltre 22.000 ore di assistenza domiciliare. Il consigliere del PD Carlo Affuso ha difeso con passione gli investimenti in educazione: "Il progetto In Campus ha coinvolto 293 ragazzi in percorsi di legalità, portando il successo scolastico all'85%". Un lavoro che ha paragonato, non senza una punta di enfasi, all'opera di San Giovanni Bosco.
Il sindaco replica: "Visione vs slogan"
Il sindaco Riccardo Righi ha risposto alle critiche definendole "slogan e considerazioni vuote", rivendicando la capacità di "amministrare tenendo insieme solidità e visione". Ha sottolineato le contraddizioni nelle opposizioni e difeso le scelte fatte, dal sondaggio cittadino alle politiche giovanili. Particolarmente piccato il riferimento al caso AIMAG, dove ha rivendicato "una governance forte che ha portato risultati straordinari" dopo anni difficili.
Il verdetto delle urne consiliari
Alla fine, il rendiconto è passato con i soli voti della maggioranza (PD, Carpi e Colori, Alleanza Verdi Sinistra), mentre tutte le opposizioni (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Carpi Civica) hanno votato contro. Un consiglio che ha certificato non solo i conti del 2025, ma anche la distanza siderale tra maggioranza e opposizione sulla visione di città. Da una parte chi rivendica solidità finanziaria e investimenti nel sociale, dall'altra chi denuncia immobilismo e gestione poco lungimirante delle risorse. Nel mezzo, una Carpi che cresce demograficamente ma fatica a trovare una sintesi politica sui grandi temi del futuro.