C'è una data che il Campo di Fossoli porta impressa nella propria memoria più profonda: il 22 giugno 1944, quando le SS prelevarono Leopoldo Gasparotto dalla sua baracca e lo uccisero nelle campagne tra Fossoli e Carpi. A ottantadue anni da quel delitto, la sera prima, domenica 21 giugno 2026 alle ore 21.00, il Campo di Fossoli si trasformerà in un teatro a cielo aperto per la serata Verso l'alto. Uomini e montagna, promossa dalla Fondazione Fossoli in collaborazione con Anpi, Acli, CIB e con il patrocinio del Comune di Carpi.
La montagna come metafora morale
Il filo conduttore è apparentemente insolito per un luogo di memoria della deportazione: la montagna. Eppure, nelle vite di tre uomini molto diversi che qui transitarono, l'orizzonte alpino rappresentò molto più di un paesaggio. Fu palestra di libertà, scuola di carattere, luogo dell'anima. Attraverso le letture di Simone Maretti e i canti del Coro CAI di Carpi, diretto dalla Maestra Franca Bacchelli, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta di tre esistenze che si intrecciano idealmente proprio in questo angolo di pianura modenese.
Tre uomini, tre storie
Leopoldo Gasparotto, nato a Milano nel 1902, era avvocato, alpinista e partigiano. Figlio di una famiglia di tradizione democratica e risorgimentale, aveva scalato vette alpine e caucasiche prima di dedicarsi alla Resistenza dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Comandante delle Brigate Giustizia e Libertà in Lombardia, arrestato a dicembre di quell'anno, sopportò le torture nel carcere di San Vittore senza tradire nessuno dei compagni. Trasferito a Fossoli nell'aprile 1944, divenne un punto di riferimento morale per gli altri detenuti. Fu ucciso il 21 giugno 1944 in via Grilli, nelle campagne tra Fossoli e Carpi.
Odoardo Focherini era carpigiano, nato nel 1907. Giornalista, dirigente dell'Azione Cattolica e padre di sette figli, durante l'occupazione nazista rischiò tutto per organizzare la fuga verso la Svizzera di numerosi ebrei perseguitati nella zona modenese. Arrestato nel marzo 1944, passò per Fossoli prima di essere deportato nei lager tedeschi. Morì nel campo di Hersbruck il 27 dicembre 1944. Nel 1969 fu riconosciuto Giusto tra le Nazioni a Yad Vashem, nel 2013 proclamato Beato dalla Chiesa Cattolica in una cerimonia celebrata proprio a Carpi.
Primo Levi, chimico e scrittore torinese, partecipò alla Resistenza nelle valli valdostane dopo l'8 settembre 1943. Arrestato a dicembre dello stesso anno, transitò per il Campo di Fossoli prima di essere deportato ad Auschwitz nel febbraio 1944. Sopravvissuto, fece della testimonianza la propria vocazione: Se questo è un uomo e La tregua lo hanno reso una delle voci più ascoltate del Novecento. Nella montagna, Levi trovò sin da giovane una dimensione di libertà e formazione che accompagnò la sua intera esistenza.
Il luogo e il significato
Scegliere il Campo di Fossoli per questo appuntamento non è una decisione casuale né puramente evocativa. Questo sito della pianura carpigiana fu tra il 1943 e il 1944 il principale campo di transito italiano verso i lager nazisti, attraverso cui passarono migliaia di deportati ebrei e politici. Oggi, curato dalla Fondazione Fossoli, è uno dei luoghi della memoria più significativi d'Europa.
La serata si svolgerà nel prato adiacente alla baracca restaurata. In caso di maltempo, l'evento si terrà all'interno della struttura. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. La prenotazione non è obbligatoria ma è vivamente consigliata: è possibile farlo al link bit.ly/4vRoLR9.