Ottant'anni di scatole, sogni e famiglia: i Cavicchioli, quell'impresa che sa ancora di buono


Ottant'anni di scatole, sogni e famiglia: i Cavicchioli, quell'impresa che sa ancora di buono

C'è qualcosa di profondamente rassicurante in un'azienda che arriva a spegnere ottanta candeline e lo fa senza clamori, quasi in punta di piedi, come si conviene a chi ha sempre preferito far parlare le proprie scatole di cartone piuttosto che le chiacchiere. Anche se, a dire il vero, quelle scatole parlano eccome: raccontano di un'Italia che usciva dalle macerie della guerra e aveva una voglia matta di rialzarsi, di un distretto che sarebbe diventato uno dei più dinamici d'Europa, di una famiglia che ha saputo fare la cosa più difficile in assoluto, restare unita.

Stiamo parlando di Imballaggi Cavicchioli, l'azienda carpigiana che proprio in questo 2026 festeggia gli 80 anni di attività e che nei giorni scorsi ha ricevuto una targa di benemerenza da Lapam Confartigianato Carpi. La consegna è avvenuta a margine del terzo incontro del ciclo \"Scuola per genitori\", con ospite lo psicologo e psicoterapeuta Gerry Grassi. A prima vista potrebbe sembrare un accostamento curioso, una lezione per genitori e un premio a un'azienda di imballaggi. E invece no: perché fare impresa in una famiglia per tre generazioni è forse la più difficile e meravigliosa delle imprese educative.

Dal 1946 a oggi: una storia carpigiana

Era il 1946, l'Italia era un paese in ginocchio ma con una energia vitale che oggi fatichiamo persino a immaginare. In quel contesto nacque Imballaggi Cavicchioli, piccola realtà artigianale che col tempo è diventata una società per azioni leader nel settore degli imballaggi in cartone ondulato, con quattro aziende che oggi operano nel packaging e nelle energie rinnovabili. Oggi a guidare il gruppo sono i cugini Riccardo, Davide e Andrea Cavicchioli, terza generazione di una dinastia imprenditoriale che ha attraversato tutte le grandi trasformazioni del sistema produttivo, dall'esplosione del distretto tessile a quello biomedicale, dalla meccanica all'alimentare, fornendo scatole su misura a chiunque avesse bisogno di imballare merce, e di imballarla bene.

«Siamo molto orgogliosi di essere rimasti una delle poche famiglie che, a Carpi, porta avanti l'azienda con il proprio cognome», ha detto in altre occasioni Riccardo Cavicchioli, e c'è da credergli. In un'epoca in cui le imprese cambiano nome, pelle e padrone con la stessa frequenza con cui noi cambiamo smartphone, vedere un cognome stampigliato su un cancello per ottant'anni filati ha quasi il sapore di un piccolo miracolo laico.

La cerimonia e le parole di Lapam

La targa, consegnata dal presidente Daniele Mazzini a Riccardo Cavicchioli, con la presenza del segretario Lapam di Carpi Mauro Mingotti, riporta parole che sarebbe bello vedere incise più spesso: «Ottant'anni di storia imprenditoriale che raccontano passione, coraggio e futuro. Lapam Confartigianato è orgogliosa di esserne al fianco». Tre sostantivi, passione, coraggio, futuro, che non sono solo retorica da cerimonia, ma descrivono con precisione cosa significhi portare avanti un'impresa famigliare quando il mondo corre velocissimo e ogni decisione sbagliata può costare cara.

«Sono estremamente orgoglioso di consegnare questo riconoscimento a nome di tutta Lapam Confartigianato, ha affermato Daniele Mazzini –. La longevità di questa azienda rappresenta uno dei tanti esempi di straordinaria eccellenza imprenditoriale presenti sul nostro territorio». E ha ragione: Carpi è piena di storie così, di aziende nate in un garage o in un capannone di fortuna che oggi fatturano milioni e danno lavoro a decine di famiglie. Solo che spesso ce ne dimentichiamo, presi come siamo a rincorrere le notizie che fanno rumore.

«Una bella responsabilità»

Riccardo Cavicchioli, socio titolare insieme ai cugini Andrea e Davide, non ha nascosto l'emozione: «Ricevere questo riconoscimento in un anno per noi così speciale è motivo di profonda emozione. È un grandissimo onore, ma anche una bella responsabilità, portare avanti da tre generazioni la storia e i valori dell'azienda fondata dalla mia famiglia». E in quell'aggettivo, \"bella\", c'è tutto: la fatica e l'orgoglio, il peso e la leggerezza di chi sa di custodire qualcosa che vale.

Del resto lo aveva già detto parlando dell'anniversario: «Il tessuto sociale e culturale carpigiano ha permesso di raggiungere questi risultati». Non è piaggeria, è la semplice verità. Le imprese non crescono nel vuoto, crescono in un humus fatto di relazioni, di fiducia reciproca, di quel modo tutto emiliano di darsi una mano senza troppe smancerie. E Carpi, da questo punto di vista, è un terreno particolarmente fertile.

Un patrimonio da non dare per scontato

Ottant'anni sono un traguardo che merita di essere celebrato, ma anche un promemoria. Perché le aziende come i Cavicchioli non nascono per decreto né sopravvivono per caso: servono condizioni favorevoli, servono associazioni di categoria che facciano il loro mestiere, serve una comunità che capisca che quando un'impresa chiude non perde solo il titolare, perdiamo tutti. La targa di Lapam è un gesto simbolico, ma i simboli, quando sono scelti bene, servono a ricordarci quello che conta davvero. E allora auguri alla famiglia Cavicchioli, con la speranza di scrivere un pezzo simile tra altri vent'anni. Anzi, tra altri ottanta."

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