Ventiquattro mesi di sospensione. È la sanzione inflitta dal Tribunale federale della Federazione Ginnastica d'Italia a Livia Ghetti, storica allenatrice della Ginnastica Estense Otello Putinati di Ferrara, al termine di un procedimento disciplinare che ha scosso il mondo della ritmica italiana. Una punizione severa, ma assai più mite rispetto alla radiazione a vita invocata dalla procura federale.
Il caso tocca direttamente anche Carpi: tra le allieve che avrebbero subito insulti, umiliazioni e aggressioni fisiche figura anche una ragazza carpigiana, all'epoca minorenne come altre compagne coinvolte nella vicenda. I fatti contestati si sarebbero verificati nella palestra di Pontelagoscuro, nel Ferrarese, in un arco temporale compreso tra il 2023 e il 2025.
Undici capi d'accusa, sei accolti
Il Tribunale federale ha esaminato ben undici capi d'incolpazione. Di questi, sei sono stati ritenuti fondati e cinque rigettati. Tra le accuse confermate, un ruolo decisivo l'hanno avuto i messaggi recuperati in una chat WhatsApp, nei quali le ginnaste si sfogavano tra loro con parole inequivocabili: «Veniamo mortificate e umiliate» e «Ci fa odiare questo sport». I giudici federali hanno ritenuto provata anche una serie di episodi di aggressione fisica.
Non hanno invece trovato riscontro sufficiente le ultime quattro contestazioni, tra le quali: l'aver costretto una ragazza a togliersi il busto ortopedico, il mancato rispetto dell'orario scolastico e l'aver imposto la prosecuzione degli allenamenti a un'atleta che stava male.
La sentenza dice: «versioni diametralmente opposte»
Nella stessa sentenza, il Tribunale federale ammette che dall'istruttoria «sono emerse versioni diametralmente opposte in merito ai fatti di cui si discute», a riprova di quanto il caso sia stato controverso e dibattuto. Le motivazioni complete della sentenza non sono ancora state depositate.
Sul fronte penale, invece, la Procura di Ferrara aveva già chiesto l'archiviazione del procedimento aperto a seguito delle indagini federali. Le parti lese si sono opposte e la questione è ancora pendente.
La Ghetti annuncia ricorso
Livia Ghetti, che nel corso della sua carriera ha allenato anche le farfalle azzurre della ginnastica ritmica nazionale tra cui Alessia Maurelli e Martina Santandrea, ha respinto ancora una volta tutte le accuse e ha annunciato che farà ricorso: «Non mi arrendo e vado avanti. Dopo quarant'anni di attività, non ho mai avuto uno scontro con i genitori o con le ragazze».
Una vicenda che getta un'ombra lunga su un ambiente sportivo da sempre considerato di eccellenza, e che riporta al centro del dibattito il tema degli abusi e dei maltrattamenti nello sport giovanile, su cui la Federazione ha avviato negli ultimi anni percorsi di safeguarding e tutela delle atlete.