Le scuole fantasma di Carpi e l'agenzia che non deve morire: serata di manutenzioni e statuti

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Le scuole fantasma di Carpi e l'agenzia che non deve morire: serata di manutenzioni e statuti

Si comincia, come da liturgia, con qualche minuto di ritardo. Il Consiglio comunale di Carpi del 1° ottobre apre con una interrogazione a risposta scritta e orale e finisce per parlare di due cose apparentemente lontanissime, l'erba alta dietro una vecchia scuola di frazione e la data di scadenza di una società per azioni. In mezzo, come sempre, c'è la stessa materia: cosa resta in piedi e cosa si lascia cadere.

Santa Croce, l'erba, la rete piegata e le fotografie di agosto

A presentare l'interrogazione è la consigliera Federica Boccaletti, gruppo Fratelli d'Italia, sullo stato di abbandono e degrado delle ex scuole. Il caso segnalato è quello delle ex scuole di via Chiesa, nella frazione di Santa Croce: erba alta non tagliata regolarmente e, se tagliata, lasciata sul posto, nonostante i volantini della campagna comunale Spuntiamola invitino i privati a raccogliere gli sfalci per non favorire il proliferare delle zanzare. E poi una rete visibilmente piegata, che farebbe pensare a intrusioni, e rifiuti nell'area cortiliva, il tutto accanto a un parco pubblico frequentato da famiglie.

Risponde la vicesindaca con delega ai lavori pubblici, l'assessora Mariella Lugli, e la risposta è un piccolo capolavoro di fotografia amministrativa. Interrogazione protocollata il 28 maggio, sopralluoghi e rilevazioni fotografiche effettuate nel mese di agosto: area cortiliva e giardino in ordine, erba sfalciata, recinzione e punti di accesso chiusi, integri e messi in sicurezza, senza elementi che facciano presagire intrusioni. La sistemazione della recinzione in corrispondenza della cabina del gas è comunque stata inserita nell'elenco delle manutenzioni. Gli interni sono chiusi e in buono stato di conservazione, con le aule che conservano vecchi banchi, sedie e lavagne in attesa di decisioni.

La consigliera, in replica, coglie l'elegante paradosso: se le foto sono di agosto e l'interrogazione è di maggio, qualcosa nel mezzo è successo. "Benvenga se le nostre segnalazioni poi siano un monito e fungano anche da incentivo all'amministrazione per intervenire", osserva, annunciando che andrà a verificare se la cura dura nel tempo. Giudizio pragmatico: l'interrogazione ha funzionato, ma come rastrello, non come programma.

La mappa degli edifici dismessi

Il censimento fornito in aula è breve e va preso sul serio. Oltre all'ex scuola Colonnello Lugli di Santa Croce, risulta inutilizzata l'ex scuola di San Marino, inagibile per i danni strutturali degli eventi sismici del maggio 2012, con una perizia di variante in corso d'opera in via di approvazione per completare riparazione del danno e miglioramento sismico. C'è poi l'ex scuola di Cortile, già oggetto di relazione in Consiglio comunale il 18 giugno scorso, per la quale sono previsti interventi localizzati di sicurezza e per impedire futuri accessi. Tutte le altre vecchie scuole sono sedi di associazioni, mentre l'ex scuola di Cibeno è già stata riconvertita in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Santa Croce e San Marino sono candidate all'attuazione del piano casa nazionale, con riconversione in edilizia residenziale sociale a canone calmierato. Tradotto: non sono ruderi, sono crediti immobiliari in attesa di incasso.

aMo, ovvero come si allunga la vita a una società

Appello, ventuno presenti, numero legale confermato, e si passa alla delibera sulla modifica dello statuto dell'Agenzia per la mobilità e il trasporto pubblico locale di Modena spa. Il sindaco Riccardo Righi spiega la ragione del passaggio in aula, necessario per abilitare il sindaco a votare in assemblea, e cede la parola all'ospite della serata, l'amministratore unico Andrea Bosi, presente in sala insieme al vicesegretario generale Stefano Trippi.

Bosi ricorda che Carpi è il terzo socio per rilevanza dell'agenzia, con quasi il 10% delle azioni, e che l'assemblea straordinaria è convocata per il 12 ottobre, stessa giornata in cui un'assemblea ordinaria tratterà la proroga dell'attuale gestione del servizio di trasporto pubblico. Le aree di modifica sono quattro: durata, oggetto sociale, governance e modalità di svolgimento dell'assemblea.

Sulla durata il ragionamento è di quelli che non ammettono repliche: lo statuto prevede che l'agenzia spiri nel 2032, la proposta è portarla al 2050. Motivi: sostenibilità degli ammortamenti su un patrimonio di circa 40 milioni di euro, accesso ai finanziamenti, con l'immagine domestica del mutuo, "nessun istituto di credito può fare oggi un finanziamento a una società che muore tra 6 anni", e requisiti di stabilità temporale richiesti dai bandi europei. Più una constatazione disarmante: la nuova gara, se partisse tra due anni, avrebbe durata decennale, quindi l'agenzia deve comunque esistere per i prossimi dodici anni.

Il punto politicamente più denso

È l'oggetto sociale, dice Bosi, e difficile dargli torto. Senza alterare i compiti previsti dalla legge regionale 30 del 1998, l'adeguamento apre alla transizione energetica ed ecologica, all'efficientamento, all'autoconsumo. L'esempio concreto è un investimento da 1 milione e mezzo finanziato dal governo per un campo fotovoltaico sui 9.500 metri quadrati di tetti della sola sede di Modena: oggi l'agenzia non potrebbe realizzarlo perché non può diventare produttore di energia, con la modifica sì, e l'energia servirebbe ad alimentare gli autobus elettrici e gli edifici. Si aggiungono digitalizzazione, innovazione e il sostegno a iniziative del terzo settore su mobilità sostenibile e abbattimento delle barriere architettoniche.

Sulla governance, lo statuto ha più di vent'anni e conteneva, ammette l'amministratore unico, alcune antinomie tra assemblea dei soci, amministratore unico, consiglio di amministrazione, direttore generale e amministratore delegato. La scelta è la razionalizzazione verso l'amministratore unico, pur restando possibile per codice civile e testo unico delle società partecipate il consiglio di amministrazione, strada seguita ad esempio dal Comune di Parma con cinque consiglieri. Infine la quarta modifica, resa attuale proprio in giornata dalla notifica del decreto che chiude la decretazione d'urgenza del periodo Covid: senza previsione statutaria, il 12 ottobre potranno votare solo i soci fisicamente presenti. Con la modifica, assemblee in modalità mista, utile in una provincia lunga che va dalla montagna alla bassa.

Due facce dello stesso consiglio

C'è un filo, e non è retorico. Da una parte edifici pubblici fermi in attesa di una destinazione, con il piano casa nazionale come orizzonte e la manutenzione come pronto soccorso; dall'altra una società partecipata che chiede quindici anni in più di vita proprio per poter programmare, ammortizzare e chiedere prestiti. In entrambi i casi la variabile decisiva è il tempo lungo, che in amministrazione è la risorsa più scarsa.

Il contesto non è carpigiano soltanto: aMo è coinvolta anche nei programmi ministeriali sulla mobilità urbana finanziati dal decreto interministeriale n. 2 del 7 gennaio 2026, quel "decreto MASE 2" citato in aula e atteso anche dai comuni sopra i 50.000 abitanti, Carpi compresa. Nel frattempo, a Santa Croce, resta un consiglio pratico per tutti: la prossima volta che l'erba ricresce, forse conviene depositare l'interrogazione a maggio.

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