Il bilancio che non c'era: Acer in ritardo, consiglio di Carpi tra conti, autobus e biciclette

Seduta del 29 ottobre 2026: approvato il bilancio consolidato 2025 con utile di gruppo da 3,7 milioni, ma il bilancio Acer non è ancora stato approvato e arriverà il 9 novembre. Lunga discussione sul trasporto pubblico urbano con i vertici di aMo, poi via libera alla variazione e alla ratifica d'urgenza tra alloggi sfitti e depositi sicuri per le bici.

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Il bilancio che non c'era: Acer in ritardo, consiglio di Carpi tra conti, autobus e biciclette

Venti consiglieri presenti, numero legale raggiunto, appello recitato come una litania: il consiglio comunale di Carpi del 29 ottobre 2026 si apre con la solennità delle serate che si annunciano lunghe. E lunga, in effetti, lo è stata. Tre delibere, i vertici di aMo in aula, una discussione sul trasporto pubblico che ha assunto i toni del dibattito esistenziale e, sullo sfondo, un convitato di pietra: il bilancio di Acer, che al momento del voto non era ancora stato approvato.

Il consolidato 2025: i numeri che tornano

La prima pratica, illustrata dalla vicesindaco Mariella Lugli, è l'approvazione del bilancio consolidato del gruppo Comune di Carpi relativo all'esercizio 2025. Il gruppo amministrazione pubblica di cui Carpi è ente capofila, ha ricordato la vicesindaco, corrisponde a un'azienda con 372 dipendenti.

I numeri, letti con la pazienza del ragioniere e l'enfasi dell'amministratore, raccontano un esercizio in miglioramento: utile netto consolidato di 3.675.735,59 euro contro i 528.158 del 2024, risultato dell'esercizio di gruppo a 3.735.714,44. Il Comune di Carpi torna in attivo con 1.864.714 euro dopo la perdita contabile di un milione e mezzo dell'anno precedente. Il patrimonio del gruppo raggiunge i 441,54 milioni, le immobilizzazioni in corso salgono a 37,83 milioni grazie all'avanzamento dei cantieri PNRR, mentre i debiti da finanziamento scendono a 51,64 milioni e la capacità di indebitamento si attesta allo 0,88%, ben sotto il limite di legge del 10%.

Nel perimetro, AIMAG conferma il ruolo di pilastro industriale con un utile netto di 12,95 milioni, investimenti lordi a 72 milioni e una raccolta differenziata all'87,7% di bacino e all'85,2% in città. aMo chiude con 18.334 euro di utile, For Modena con 49.034, Lepida con 53.406. La Fondazione Fossoli registra invece un rosso di 28.836 euro, legato all'ampliamento delle aperture del sito storico e alle iniziative per l'80esimo della Liberazione, coperto dalle riserve degli utili precedenti.

Il buco nel perimetro

A guastare l'armonia ci pensa la precisazione del dottor Antonio Castelli: quest'anno non tutti gli organismi consolidati hanno approvato il bilancio. Acer ha trasmesso lo schema il 12 ottobre, l'ente lo ha integrato e la giunta ha riapprovato lo schema di consolidato. L'approvazione definitiva da parte della conferenza degli enti casa della provincia di Modena è fissata per il 9 novembre.

Un'ora di autobus

Ospiti della serata i vertici dell'Agenzia per la mobilità: il direttore, l'architetto Roberto Bolondi, l'avvocato Davide Bartoli e il dottor Luca Muratori, responsabile amministrativo. Bolondi ha ricordato che il Comune di Carpi è il terzo socio di aMo con il 9,6% delle azioni, dietro Modena (45%) e la Provincia (29%), e che le risorse regionali destinate al trasporto della provincia ammontano a 30.103.000 euro per circa 12,9 milioni di chilometri, con un contributo di 2,07 euro al chilometro cui si aggiungono 0,19 euro a carico dei soci. Carpi versa circa 244.000 euro all'anno. Nel 2025 il servizio urbano carpigiano ha prodotto 446.740 chilometri, in crescita del 6%, su quattro linee.

Il consigliere Giorgio Verrini di Carpi a Colori, con una domanda che vale da sola il prezzo del biglietto, ha chiesto la ricetta per trovare autisti: "Sono un medico, un vecchio medico. Noi quando non abbiamo infermieri o dottori non riusciamo a trovarli. Voi avete creato in 2 anni gli autisti che mancavano". Risposta: la ricetta non è dell'agenzia ma del gestore SETA, e si chiama academy, cioè formazione e patente gratuite.

La consigliera Annalisa Arletti di Fratelli d'Italia ha chiesto conto del rapporto tra i 446mila chilometri di Carpi e i 12 milioni complessivi, poco sopra il 3,7%, e dell'andamento dell'utenza negli anni post Covid. Bolondi ha spiegato che il confronto corretto è tra urbano ed extraurbano e che Carpi è, con Modena e Sassuolo, una delle tre città con un vero servizio urbano.

Il consigliere Michele De Rosa di Forza Italia Carpi ha insistito su accessibilità dei mezzi per le persone con disabilità, rinnovo della flotta e autobus stracolmi all'inizio delle lezioni. Il direttore ha ammesso di non poter fornire in aula i dati sui mezzi assegnati a Carpi, rinviando la risposta agli uffici, e ha collocato le criticità rilevate soprattutto sull'extraurbano, con potenziamenti sperimentali che diventeranno strutturali dai primi di novembre.

Il sindaco ha annunciato di avere chiesto all'agenzia un incarico di analisi e revisione del trasporto pubblico locale cittadino, partito sei o sette mesi fa, con la consegna di immaginare il servizio ex novo: "Fai finta che a Carpi non c'è il trasporto pubblico, prova a immaginarti come questo deve essere". Nel frattempo, piccole modifiche: a breve la frequenza di quindici minuti sul centro storico.

La consigliera Monica Medici di Carpi Civica ha chiesto come la Regione giustifichi un rimborso chilometrico inferiore a quello bolognese. Bolondi ha risposto da tecnico, ricordando che dall'anno prossimo il Fondo Nazionale Trasporti non ci sarà più e le risorse passeranno direttamente alle Regioni. Il consigliere Truzzi del Partito Democratico ha ammesso senza giri di parole che a Carpi il trasporto urbano "non funziona", citando un sondaggio dell'amministrazione, e ha chiesto quale sia la soglia per dire che un sistema funziona: nessuna ricetta, ha risposto il direttore, conta la domanda di mobilità, origine e destinazione.

Acer, il nodo politico

Nel dibattito la consigliera Medici ha sferrato l'attacco più duro, definendo "ingiustificabile" il ritardo nell'approvazione del bilancio Acer e snocciolando numeri su Carpi: 624 appartamenti, un milione di canoni fatturati, 668.000 euro di manutenzioni, 858.000 euro di crediti verso utenti morosi. "Ci stiamo mangiando addosso", ha sintetizzato, arrivando a chiedersi se convenga restare in Acer, definita "un gran baraccone".

L'assessora Calzolari ha replicato spiegando che il maggior termine è legato a un lavoro di programmazione triennale degli interventi manutentivi e alla contabilizzazione di spese da riconoscere, e ha annunciato che l'Unione Terre d'Argine ha proposto l'aumento dei canoni, dal sociale a 80 euro al minimo a 128, oltre al massimo della forbice regionale sul valore al metro quadro. La vicesindaco Lugli ha difeso la correttezza formale dell'atto, citando il principio contabile che consente il consolidamento sul preconsuntivo quando i bilanci non sono approvati, e ha aggiunto che il consolidato ha un termine perentorio con sanzioni non banali. Pur senza nascondere il fastidio: "Siamo contenti? Assolutamente no".

In dichiarazione di voto, Federica Carletti di Fratelli d'Italia ha annunciato il voto contrario citando i revisori, che avrebbero messo nero su bianco l'assenza di precedenti per questa mancata approvazione, e ha osservato che il miglioramento del risultato è trascinato da proventi straordinari. Favorevole la capogruppo PD Paola Borsari. La delibera è passata con i voti di Partito Democratico, Carpi a Colori, Alleanza Verdi Sinistra e Sindaco, contraria Fratelli d'Italia, astenuti Forza Italia Carpi e Carpi Civica.

Biciclette sicure e dieci alloggi

La seconda pratica, la ratifica della variazione d'urgenza, ha messo in campo 205.584 euro per nuovi depositi sicuri per biciclette, finanziati con un mutuo del credito sportivo e candidati al contributo in conto interessi: 44 posti alla stazione dei treni e 12 in centro storico, con gestione via app al posto delle vecchie chiavette. E 692.875 euro dal piano regionale sugli alloggi sfitti per recuperare dieci alloggi comunali entro il 2027, destinati a nuclei con ISEE tra 8.000 e 35.000 euro e canoni medi intorno ai 350 euro.

Qui il dibattito si è acceso. La consigliera Boccaletti di Fratelli d'Italia ha contestato la priorità: duecentomila euro per gli stalli mentre, ha detto, mancano piste ciclabili in intere zone della città. Il consigliere Truzzi ha replicato che se il bando prevede quella spesa l'opportunità non si discute, rivendicando il valore dell'intermodalità attorno alla stazione e l'arrivo delle e-bike. La consigliera Meschieri del PD ha dedicato un lungo intervento al piano casa nazionale, criticandone la governance accentrata e la provenienza delle risorse. Medici ha votato contro perché i soldi della ristrutturazione finiranno ad Acer e per la scelta di esternalizzare la portineria di Palazzo Scacchetti. Delibera approvata con la maggioranza, contrari Fratelli d'Italia e Carpi Civica, astenuta Forza Italia Carpi.

L'assestato e le strade bianche

La terza delibera, l'assestamento di bilancio, ha portato in aula i rincari energetici: 391.000 euro in più per le utenze, dopo un aumento definito esponenziale negli ultimi quattro mesi. Più 133.000 euro per i rinnovi contrattuali, 85.000 per la manutenzione delle strade bianche, la restituzione di 600.000 euro di oneri di urbanizzazione alla parte investimenti con riduzione di mutui per 432.000 euro. Il consigliere Mauro D'Orazi del PD ha salutato con entusiasmo il finanziamento per le tre aree verdi del centro, dal giardino del teatro a quello della Pieve fino alle aiuole davanti al castello, chiudendo con una raccomandazione che vale un programma: "manutenzione, manutenzione e manutenzione dopo". La consigliera Rossetti ha difeso la tenuta dei bilanci comunali a fronte dei trasferimenti statali. Approvata con i voti della maggioranza, contrari Fratelli d'Italia, Forza Italia Carpi e Carpi Civica.

Il minuto di silenzio

La seduta si è chiusa con una comunicazione drammatica: la caduta di un elicottero militare italiano in territorio bosniaco, con diverse vittime tra militari e membri della Croce Rossa. Il consiglio si è alzato per un minuto di silenzio.

Il giudizio

I conti del gruppo Carpi, alla luce dei numeri presentati, reggono: utile in crescita, debito in calo, investimenti PNRR in corso. Il punto debole è altrove, ed è duplice. Da un lato un ente partecipato che consegna il bilancio con mesi di ritardo e costringe il Comune a consolidare su uno schema non ancora approvato, con la maggioranza stessa che si dichiara non contenta. Dall'altro un trasporto pubblico urbano che, per ammissione di un consigliere di maggioranza e con il conforto di un sondaggio dell'amministrazione, non funziona, e sul quale si è scelto di aspettare la gara per intervenire davvero. Due dossier aperti che il 9 novembre e i prossimi mesi diranno se sono stati affrontati o soltanto rinviati.

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