C'è un filo sottile, lungo quasi un secolo e mezzo, che lega le acetaie del modenese alle stanze dove si decide il futuro dell'industria alimentare italiana. E quel filo, oggi, porta il nome di Marcello De Nigris, eletto all'unanimità nuovo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Federalimentare per il mandato 2026-2030. Una notizia che a Carpi e dintorni sa di orgoglio familiare e di territorio, nel senso più concreto del termine.
Quattro generazioni, un solo prodotto d'eccellenza
Marcello De Nigris è la quarta generazione di una famiglia che ha costruito il proprio nome sull'Aceto Balsamico di Modena IGP, uno di quei prodotti che gli stranieri ci invidiano e che noi, ogni tanto, dimentichiamo di avere. Il Gruppo De Nigris 1889, fondato oltre 135 anni fa, è riconosciuto come Marchio Storico di Interesse Nazionale, esporta in oltre 95 mercati esteri attraverso quattro stabilimenti produttivi e, dal 2023, ha scelto di diventare Società Benefit, formalizzando un impegno che va ben oltre il conto economico.
Non si tratta, insomma, di uno di quei giovani rampolli che scalano le associazioni di categoria per far bella figura nelle fotografie. De Nigris lavora in azienda come Key Account Manager, con un percorso formativo perfezionato alla Hult International Business School di Londra, occupandosi ogni giorno della diffusione del brand sui mercati internazionali. Sa cosa vuol dire sedersi dall'altra parte del tavolo.
Il passaggio di testimone
La presidenza uscente era nelle mani di Guglielmo Gennaro Auricchio, erede di un'altra grande famiglia dell'alimentare italiano, quella del provolone campano diventato simbolo nel mondo. Auricchio ha lasciato un gruppo con una base associativa cresciuta e una coesione interna rafforzata, e non ha mancato di spendere parole generose per il suo successore: "Marcello è la figura ideale per dare continuità ai progetti avviati in questi anni. Ho avuto modo di apprezzarne non solo la profonda competenza tecnica e la visione internazionale, ma anche la straordinaria capacità di fare squadra."
Parole di circostanza? Forse. Ma il fatto che l'elezione sia avvenuta all'unanimità del Consiglio Nazionale suggerisce che il consenso intorno a De Nigris fosse genuino, non di cortesia.
La visione: tradizione che si rinnova
Nel suo discorso programmatico, il neo-presidente ha usato una formula che vale la pena sottolineare: "L'innovazione è una tradizione che si rinnova." Dietro la frase elegante c'è una strategia precisa. Il mandato 2026-2030 si reggerà su tre pilastri: visione internazionale, digitalizzazione delle filiere e resilienza geopolitica. Quest'ultimo punto non è retorica: l'industria alimentare italiana esporta in mercati sempre più instabili, tra dazi americani, tensioni nei corridoi logistici globali e concorrenza sleale da prodotti che imitano le nostre IGP.
De Nigris punta anche a rafforzare la collaborazione con le altre filiere dell'eccellenza italiana, sul modello già avviato con il legno-arredo e la moda. L'idea è quella di costruire un Sistema-Paese dove il Food Made in Italy non giochi da solo, ma si presenti come parte di un'offerta coerente e riconoscibile. Un ragionamento sensato, che avrebbe dovuto essere fatto vent'anni fa, ma meglio tardi che mai.
Le family company al centro
Un'attenzione particolare, nel programma del nuovo presidente, va alle imprese familiari impegnate nel ricambio generazionale. De Nigris le considera il vero patrimonio del saper fare italiano, "la vera eredità delle nostre imprese." È un punto che dovrebbe far riflettere: l'Italia è il Paese delle piccole e medie imprese a conduzione familiare, e il problema del passaggio generazionale è spesso il momento in cui decenni di know-how evaporano. Chi lo risolve, risolve un pezzo del futuro industriale del Paese.
Un carpigiano al timone dell'alimentare nazionale
Per Carpi e per il suo tessuto produttivo, la nomina di Marcello De Nigris è una notizia che merita attenzione. Il territorio modenese è da sempre terra di imprenditori capaci, abituati a costruire nel tempo e a guardare lontano. Vedere un giovane erede di questa tradizione sedere al vertice di Federalimentare Giovani, la federazione che rappresenta l'industria alimentare in Confindustria, è il segnale che la classe dirigente locale sa ancora esprimere figure di qualità.
Nelle prossime settimane De Nigris nominerà i Vice Presidenti e definirà la squadra che lo accompagnerà per i prossimi quattro anni. I nomi diranno molto sulla direzione reale del mandato. Per ora, le premesse ci sono tutte. E il buon aceto, si sa, ha bisogno di tempo per dare il meglio di sé.