C'è un modo poco ortodosso di scrivere un romanzo storico: partire da un registro fiscale. È quello che ha scelto Fernando Lugli, ingegnere e studioso di storia urbana di Carpi, con La macchina del possibile (Edizioni Pendragon, Bologna 2026, 280 pagine, 20 euro), ambientato nella Carpi del 1472. Non un fondale generico da "C'era una volta", ma una città ricostruita strada per strada, casa per casa, a partire dai dati di un censo dell'epoca.
Una città ritrovata nelle misure
Il punto di partenza è il catasto carpigiano del 1472, un documento di circa novecento proprietà, ciascuna registrata con il nome del proprietario, la larghezza del fronte stradale e i nomi dei confinanti. Lugli, che su questo archivio lavora da più di quarant'anni, ha incrociato quei dati con le mappe attuali ricomponendo l'intera struttura urbana quattrocentesca. Il metodo ha un nome preciso, che l'autore ha coniato nel corso dei decenni: archeologia della misura. L'idea di fondo è che, anche quando un edificio è stato demolito o radicalmente trasformato, le sue dimensioni restino impresse nei confini del lotto e possano essere rilette e ricostruite.
Ne risulta qualcosa di più di un esercizio accademico: i personaggi del libro sono in larga parte realmente esistiti. Si sa dove abitavano, che mestiere facevano e, grazie all'imposta registrata nel catasto, se erano benestanti o meno. E molti dei cognomi di allora, come emerso anche nelle presentazioni pubbliche dell'autore, sono ancora oggi tra i più diffusi in città.
Il segreto del conte Bentivoglio
La trama ruota attorno a un'innovazione tecnica di portata straordinaria: il filatoio alla bolognese, un congegno mosso dalla sola forza dell'acqua, capace di sostituire il lavoro di centinaia di filatrici. Il conte Andrea Bentivoglio vuole farlo costruire in segreto a Carpi, lontano dalle gelosie e dalle rivalità di Bologna, città in cui la tecnologia del mulino da seta idraulico era già gelosamente custodita da decenni. Attorno a lui si muovono il costruttore Pietro Barabani, maestri filatori, religiosi e un'intera comunità che impara, tra tentativi ed errori, a dare forma a qualcosa che prima non riusciva nemmeno a immaginare.
Il filatoio idraulico non è una trovata narrativa: storicamente, Bologna aveva sviluppato già dal Duecento questa tecnologia rivoluzionaria, che permetteva di centralizzare e meccanizzare la filatura della seta sfruttando i canali d'acqua della città. Trasportarne il segreto altrove era impresa rischiosa e contesa, e costituisce il cuore drammatico del libro.
Dal borgo medievale alla città industriosa
Il romanzo non racconta solo un'invenzione tecnica. È la cronaca di una piccola rivoluzione culturale e sociale, dove il progresso non scende dall'alto ma nasce dal basso, dall'esperienza diretta, dalla cooperazione, dalla fiducia reciproca. Il passaggio, come scrive l'autore, è quello «dall'io al noi»: da borgo agricolo del tardo Medioevo a cittadina industriosa del protorinascimento.
Una curiosità che il libro restituisce con dati precisi: la Carpi del Quattrocento era già una città di immigrazione, con circa il 40% dei residenti arrivati da fuori, non solo dai dintorni ma anche da Venezia, Milano, Ferrara, Bologna e perfino da Francia e Germania. Una vocazione all'apertura che il romanzo racconta come uno dei motori stessi dell'innovazione.
Quarant'anni di ricerca, una disciplina nata a Carpi
Lugli, che collabora con il Centro Studi "Gina Fasoli" dell'Università di Bologna, è figura di riferimento per chi si occupa di storia urbana in Italia. Già nel 1984 realizzò uno dei primi progetti internazionali di applicazione del CAD alle fonti storiche, disegnando proprio la mappa quattrocentesca di Carpi. Da quel lavoro pionieristico è nata una disciplina poi applicata a numerose città italiane, con un report presentato all'Expo di Milano 2015.
Il romanzo chiude il cerchio tra la ricerca scientifica e la narrazione accessibile. Lo sintetizza una frase affidata a frate Guglielmo, uno dei personaggi del libro: la pietra si consuma, il mattone si sfoglia, ma «la misura non teme la pioggia».
Come trovarlo
La macchina del possibile è disponibile in libreria e su Amazon. Sul sito anno1472.com sono consultabili approfondimenti, immagini della ricostruzione tridimensionale della città e cinque video dedicati al mondo del 1472.