La Biblioteca Rotonda di Modena si prepara ad accogliere un incontro che promette di toccare corde profonde dell'anima. Il 21 aprile 2026, Sara Gambazza presenterà il suo ultimo romanzo "Quando i fiori avranno tempo per me", edito da Longanesi nel 2025, in un dialogo che si preannuncia intenso e coinvolgente.
Un romanzo che scuote le coscienze
Il libro di Gambazza non è una lettura per cuori deboli. Ambientato nell'Italia della povertà più spietata e del dilagare della violenza squadrista, racconta la storia di Anita, una donna costretta a scelte estreme per proteggere le proprie figlie. Anche prostituirsi, se necessario. Non è solo un romanzo sulla disperazione, però. È piuttosto "un inno alla sorellanza, alla forza di rinascere, alla capacità di resistere al giudizio", come sottolinea la casa editrice. Un messaggio di speranza che arriva dritto al cuore, soprattutto in tempi come questi. Sara Gambazza non è nuova a narrazioni che esplorano la fragilità umana. Il suo romanzo d'esordio "Ci sono mani che odorano di buono", pubblicato sempre da Longanesi nel 2023, aveva già dimostrato la sua capacità di raccontare storie di solitudine e resilienza ambientate in contesti difficili, come il Cinghio, quartiere periferico di Parma.
Il dialogo con la storia
Ad arricchire la serata ci sarà Elena Monari dell'Istituto Storico di Modena, che dialogherà con l'autrice. Un confronto che promette di essere particolarmente stimolante, considerando che l'incontro fa parte della rassegna "Storie di resistenza. Libri per parlare di guerra, scelte, Liberazione".
Informazioni pratiche
Data: 21 aprile 2026 Luogo: Biblioteca Rotonda, Modena Prenotazione: consigliata L'iniziativa conferma ancora una volta come le biblioteche modenesi siano punti di riferimento culturale del territorio, capaci di proporre eventi che uniscono letteratura contemporanea e riflessione storica. Un appuntamento da non perdere per chi ama le storie che sanno parlare all'anima senza perdere di vista la realtà sociale. In un'epoca in cui spesso si preferisce voltare lo sguardo altrove, Gambazza ci ricorda che guardare in faccia la durezza della vita può essere il primo passo verso la rinascita. E che a volte, anche i fiori hanno bisogno del loro tempo per sbocciare.