Stelle, fisarmonica e una donna libera: sotto la cupola del Planetario di Modena rivive Margherita Hack


Stelle, fisarmonica e una donna libera: sotto la cupola del Planetario di Modena rivive Margherita Hack

C'è un posto dove il cielo scende sul palcoscenico, e quella notte il palcoscenico sarà dedicato a una donna che il cielo lo ha studiato per tutta la vita. Il 22 maggio 2026, la cupola del Civico Planetario F. Martino di Modena, in viale Jacopo Barozzi 31, ospiterà uno spettacolo che unisce scienza, poesia e musica in un abbraccio improbabile ma perfettamente riuscito: Come Margherita, dedicato alla straordinaria figura di Margherita Hack, astrofisica, divulgatrice, attivista e, permettetecelo, icona nazionale ante litteram.

Una vita da guardare in su

Margherita Hack nacque a Firenze il 12 giugno 1922 e morì a Trieste il 29 giugno 2013, lasciando dietro di sé una scia luminosa quanto le stelle che aveva osservato per decenni. Fu la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico italiano, quello di Trieste, dove lavorò per quasi quarant'anni. Ma fu soprattutto una comunicatrice fuori dal comune: capace di spiegare l'universo con la stessa naturalezza con cui si commenta la pioggia. A oltre cento anni dalla sua nascita, il suo nome continua ad accendere iniziative in tutta Italia, e questo spettacolo modenese è tra le più originali.

Lo spettacolo: due voci e un universo

L'idea è semplice e geniale insieme: portare Margherita Hack sotto una cupola stellata, là dove si sente più a casa sua di qualunque altro luogo. Lo spettacolo è scritto e narrato da Isabella Dapinguente, che costruisce un contrappunto a due voci tra sé stessa e la grande astrofisica, alternando suggestioni poetiche e rigore scientifico, mitologia celeste e biografie terrene. Se "to hack" in inglese significa letteralmente "fare a pezzi", Margherita ha fatto a pezzi con eleganza gli stereotipi, le barriere di genere nella scienza e la convinzione diffusa che l'astrofisica sia roba per pochi eletti.

Ad accompagnare la narrazione, i Gypsinduo: Gio Stefani alla chitarra e Claudio Ughetti alla fisarmonica, che reinterpretano con arrangiamenti originali classici "stellari" come Stardust e Fly Me to the Moon. Una scelta musicale tutt'altro che casuale: il jazz delle stelle come contraltare sonoro all'astronomia delle parole, un'eco molto umana di quella che i classici chiamavano l'armonia delle sfere celesti.

Prima dello spettacolo vero e proprio, Cristina Tioli introdurrà il pubblico con una breve presentazione del cielo notturno: un antipasto astronomico per entrare nel mood giusto prima che la cupola si trasformi in teatro.

Un messaggio per le ragazze (e non solo)

Lo spettacolo ha una vocazione precisa: è un invito rivolto soprattutto alle giovani donne a non lasciarsi intimidire dalle discipline scientifiche, a immaginare per sé un futuro poco convenzionale, con la testa fra le stelle e i piedi ben piantati nella vita. Come Margherita, appunto, che fu campionessa di atletica leggera prima di diventare la stella più luminosa dell'astrofisica italiana. L'uomo, ci ricorda lo spettacolo, non è al centro dell'Universo. Ma è indiscutibilmente il fulcro di questa storia.

Informazioni pratiche

Lo spettacolo si terrà il 22 maggio 2026 presso il Civico Planetario F. Martino, viale Jacopo Barozzi 31, Modena. Per informazioni e prenotazioni obbligatorie (il Planetario non è un posto dove si improvvisa, sotto quella cupola i posti sono contati): sito www.planetariodimodena.it, telefono 059 224726, email info@planetariodimodena.it. I biglietti per eventi speciali al Planetario sono solitamente a prezzo unico intorno ai 5-12 euro a seconda della tipologia. Consigliamo vivamente di verificare costi e orari esatti sul sito ufficiale.

Da Carpi sono una ventina di minuti di auto, abbondantemente giustificati dall'occasione.

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