Sessanta scatti per trentadue sguardi: quando la fotografia italiana parla al femminile (e finalmente si fa sentire)


Sessanta scatti per trentadue sguardi: quando la fotografia italiana parla al femminile (e finalmente si fa sentire)

C'è un momento in cui una città smette di essere semplice sfondo e diventa protagonista. Accade quando l'arte la guarda davvero, senza sconti e senza retorica. Succede venerdì 22 maggio a Modena, e tocca anche a noi di Carpi prestare attenzione, perché certi appuntamenti non hanno confini comunali.

Un panorama ampio e scomodo

Visioni necessarie è il titolo della mostra che aprirà le porte di Palazzo Santa Margherita, in Corso Canalgrande 103, con un programma tanto semplice nel formato quanto esigente nei contenuti: oltre 60 fotografie firmate da 32 autrici, tutte donne, tutte italiane, tutte contemporanee. Non si tratta di una rassegna celebrativa o di un gesto simbolico: il titolo stesso, necessarie, mette le cose in chiaro fin dall'inizio. Queste visioni non sono un orpello culturale. Sono indispensabili.

Il percorso espositivo è stato curato da Chiara Dall'Olio e Daniele De Luigi, coppia curatoriale già rodata nelle sale di quello stesso palazzo, dove nel 2025 avevano allestito la mostra Passaggi Paesaggi, dedicata alla fotografia italiana dalle collezioni di Fondazione Ago e gestita da FMAV, Fondazione Modena Arti Visive. Un pedigree di tutto rispetto, insomma, per due professionisti che conoscono bene il terreno su cui si muovono.

Stili che si parlano, temi che si scontrano

Il percorso attraversa un ventaglio ampio di linguaggi fotografici: dalla denuncia sociale alla ritrattistica d'autrice, dalla trasformazione del paesaggio urbano alle azioni performative. Trentadue sguardi diversi che, messi insieme, costruiscono qualcosa di più grande della somma delle singole parti: un racconto collettivo sul presente, filtrato attraverso l'obiettivo di chi, nel sistema fotografico italiano, ha spesso dovuto lavorare il doppio per ottenere la metà della visibilità.

La scelta di esporre esclusivamente autrici non è un capriccio curatoriale. È una presa di posizione precisa in un settore dove il riconoscimento istituzionale alle donne fotografe è ancora, nel 2026, una questione aperta. Palazzo Santa Margherita diventa così non solo una sede espositiva, ma un punto di osservazione privilegiato su ciò che la fotografia italiana sa fare quando le viene dato spazio.

Il talk del giorno dopo: quando le autrici parlano

Per chi non si accontenta di guardare, sabato 23 maggio alle ore 11:30 è in programma un talk aperto al pubblico con alcune delle autrici presenti in mostra e i curatori stessi. Un'occasione rara: sentire le voci dietro le immagini, capire le scelte, discutere i temi. Anche questo, naturalmente, a ingresso libero.

Vale la pena ricordare che Palazzo Santa Margherita è da anni uno spazio di riferimento per la fotografia d'autore nell'area modenese, con una programmazione che guarda con intelligenza sia alla tradizione che alla sperimentazione. Carpigiani e carpigiane che frequentano quel palazzo lo sanno bene: da queste parti, la distanza tra Carpi e Modena si misura in minuti, non in intenzioni.

Informazioni pratiche

Inaugurazione: venerdì 22 maggio 2026, ore 18:00, ingresso libero.
Talk con autrici e curatori: sabato 23 maggio 2026, ore 11:30, ingresso libero.
Sede: Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, Modena.
Organizzazione: FMAV, Fondazione Modena Arti Visive, sito ufficiale: www.fmav.org

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