C'è un laboratorio dentro le mura del carcere di Sant'Anna, a Modena, dove ogni mattina qualcuno impasta farina, uova e speranza. Non è retorica: è la storia concreta di uomini che stanno scontando una pena e che, grazie alla cooperativa sociale Eorté di Limidi di Soliera, hanno ritrovato un mestiere, una dignità e, forse, una strada per non tornare indietro.
Da sabato 4 luglio 2026, quella pasta fresca fatta a mano ha anche un indirizzo preciso dove comprarla: viale Buon Pastore 205, Modena. La bottega solidale di Eorté apre le porte al pubblico, dal martedì al sabato dalle 8:30 alle 13:30. Domenica e lunedì chiuso, come vuole il buon senso di chi lavora davvero.
Dal carcere al banco del mercato: una filiera di senso
Il Laboratorio Gastronomico Sant'Anna è attivo dal 2 maggio 2024 all'interno della casa circondariale di Modena. Da allora ha dato lavoro a dieci persone in totale. Oggi ne occupa cinque: tre in tirocinio formativo e due assunti a tutti gli effetti, pagati direttamente dalla cooperativa. Entro la fine del 2026 sono previste altre due assunzioni, accompagnate da un incremento della produzione fino al cinquanta per cento in più rispetto ai volumi attuali.
A raccontarlo è Valentina Pepe, direttrice di Eorté, con la misura di chi sa che le belle parole pesano poco se non le sorreggono i numeri: «Il laboratorio è nato per unire qualità artigianale, formazione professionale e opportunità concrete di reinserimento lavorativo per le persone che vivono nel carcere». Nessun annuncio roboante, solo fatti.
I prodotti del marchio Sant'Anna, dai classici tortellini ai tortelloni ricotta e spinaci, dai tortelli al mascarpone e radicchio ai grissini e ai biscotti, vengono già distribuiti a gruppi di acquisto solidale, empori, feste di partito, ristoranti, gastronomie e macellerie del territorio. E anche al mercato contadino di Carpi, dove i carpigiani li conoscono bene, anche se forse non tutti sanno chi li ha fatti e in quale cucina. Perfino Tetrapak ha costruito un portale interno per raccogliere gli ordini tra i propri dipendenti: un segnale che il mondo delle imprese, a volte, fa sul serio.
I numeri che nessuno vuole sentire, ma che contano
Vale la pena fermarsi un momento sui dati, perché spiegano meglio di qualsiasi manifesto politico perché progetti come questo non siano un lusso, ma un investimento sociale preciso. Secondo i dati raccolti dall'articolo 15 dell'ordinamento penitenziario e confermati da ricerche sul campo citate dalla stessa Eorté, la recidiva tra chi lavora in carcere scende al 2%, contro il 70% di chi non ha mai avuto accesso a un'occupazione durante la detenzione. Non è una stima: è la differenza tra un sistema che riproduce il reato e uno che prova, almeno in parte, a spezzare il ciclo.
Le carceri italiane intanto restano sovraffollate: i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 30 giugno 2026 confermano una popolazione detenuta ampiamente superiore alla capienza regolamentare. Costruire nuove celle o aspettare che il problema si risolva da solo è la risposta più comoda. Investire nel lavoro dentro le mura è quella meno popolare ma più efficace, e lo dicono i numeri, non i buoni sentimenti.
Chi ci crede, e chi ci mette i soldi
L'apertura della bottega è sostenuta da Fondazione di Modena e Unicredit nell'ambito del concorso "Make Your Impact": un riconoscimento che arriva dal mondo della finanza e della filantropia organizzata, segno che il progetto regge anche a uno sguardo più freddo di quello solidale.
Eorté fa parte di Confcooperative Terre d'Emilia e collabora con l'associazione Caleidos per accompagnare chi esce dal carcere nella ricerca di alloggio e lavoro. Il negozio di viale Buon Pastore, nelle intenzioni della cooperativa, potrebbe diventare in futuro un posto dove assumere chi ha concluso il percorso all'interno o in alternativa alla detenzione. Non una promessa vaga: un modello che già esiste altrove e che qui a Modena, con i suoi tortellini fatti a mano, comincia a prendere forma.
A Carpi, intanto, chi ha già assaggiato quei tortellini al mercato contadino sa che sono buoni. Adesso sa anche perché vale la pena comprarli.