Questa mattina, nella chiesa di Rovereto sul Secchia, si sono tenute le esequie di Fausto Ferrari, il fondatore dell'Associazione Culturale Amici della Lirica "G. Verdi", scomparso nei giorni scorsi. Un uomo che, a partire dal 1971, ha costruito mattone su mattone uno dei sodalizi lirici più vivi e originali dell'intera Pianura Padana.
Una vita intera dedicata all'opera
Era il 1971 quando Fausto Ferrari, nel suo stesso paese natale, fondò l'associazione che avrebbe accompagnato tutta la sua esistenza. Per quarant'anni ne fu presidente instancabile, portando nei teatri, nelle chiese, nelle sale delle associazioni di tutta la Bassa Modenese, del Mantovano e del Ferrarese i nomi più luminosi del panorama lirico mondiale. Non concerti occasionali, ma una programmazione continua, appassionata, capillare: quella di chi crede che la grande musica non appartenga alle sole élite delle città, ma possa e debba raggiungere chiunque voglia ascoltarla.
Tra gli artisti che calcarono i palcoscenici voluti da Ferrari ci furono amici fraterni come Luciano Pavarotti, Mirella Freni e José Carreras. Tre nomi che da soli basterebbero a raccontare la statura del progetto. Eppure, come ha ricordato chi lo conosceva bene, lui avrebbe citato per primi altri due nomi: la soprano Pia Tassinari e il tenore Ferruccio Tagliavini, coppia nella vita e sul palcoscenico, entrambi figure leggendarie del canto italiano del Novecento. Furono loro i primi a ricevere il riconoscimento più alto dell'associazione: il Rovere d'Oro, il premio che Ferrari volle istituire fin dagli inizi della sua attività.
Il libro, i viaggi, la solidarietà
Nel 2011, al termine della sua presidenza, venne stampato il secondo volume di "Un nido di memorie", un album fotografico che racchiude decenni di storia lirica vissuta in prima persona. Fausto vi appose una dedica semplice e commovente: «Un sentito grazie a tutti gli artisti. Un abbraccio a tutti i cari soci. Un saluto verdiano, vostro Fausto». Poche righe che dicono tutto di un uomo che non si mise mai al centro della scena.
L'attività dell'associazione non si limitò mai alle sole serate concertistiche. Ferrari e i suoi collaboratori organizzarono decine di trasferte in pullman e in auto privata per seguire gli artisti sui palcoscenici italiani e stranieri, dalla Scala al più piccolo teatrino di provincia, fino alle scene di America e Francia. Un sostegno concreto, costante, ugualmente caloroso verso le star affermate e verso i giovani debuttanti. Fu proprio questa lealtà senza distinzioni a far sì che molti cantanti tornassero a esibirsi per il pubblico di Ferrari con un entusiasmo fuori dal comune.
A questa missione culturale si affiancò fin da subito una vocazione solidale. Una parte consistente degli incassi delle serate veniva devoluta all'AMO (Associazione Malati Oncologici Carpi-Novi), un legame che negli anni divenne parte integrante dell'identità del sodalizio.
Da Rovereto a Carpi: il testimone a Gianni Perin
Nel 2011 l'associazione si trasferì a Carpi, assumendo il nome attuale di Associazione Culturale Amici della Lirica "G. Verdi" di Carpi. A raccogliere il testimone fu Gianni Perin, che da quindici anni porta avanti con continuità il lavoro avviato da Ferrari. È stato lo stesso Perin, insieme al consiglio direttivo, ai soci e a tutti gli artisti legati all'associazione, a porgere le condoglianze alla figlia Monia, al fratello Denis e a tutta la famiglia.
«Grati della tanta ricchezza culturale creata e donata da Fausto»: così recita il messaggio ufficiale del sodalizio. Un modo preciso e misurato per dire che certe eredità non si disperdono.