Carpi e Capodistria verso il gemellaggio: il sindaco sloveno Bržan in visita tra Fossoli e Palazzo dei Pio


Carpi e Capodistria verso il gemellaggio: il sindaco sloveno Bržan in visita tra Fossoli e Palazzo dei Pio

Un passo concreto verso il gemellaggio ufficiale tra due città che la storia ha già legato a doppio filo. Il 2 luglio 2026 Carpi ha accolto Aleš Bržan, sindaco di Capodistria, accompagnato da una delegazione che comprendeva Mojca Kleva Kekuš, assessora ai Progetti di sviluppo e cooperazione internazionale, e Roberta Vincoletto, presidente della Comunità autogestita della nazionalità italiana di Capodistria. Una giornata densa di significati, istituzionali e umani insieme.

La visita chiude un cerchio aperto lo scorso marzo, quando fu il sindaco di Carpi Riccardo Righi a recarsi nel comune sloveno per il primo contatto ufficiale. Ora è Capodistria che viene a Carpi, e il percorso di avvicinamento tra le due comunità si fa più strutturato.

La prima tappa: il Campo Fossoli e la memoria degli esuli

La delegazione ha iniziato la giornata visitando l'ex Campo Fossoli, luogo che porta su di sé strati di storia diversi e complementari. Se il campo è noto soprattutto come luogo di transito per i deportati durante la seconda guerra mondiale, negli anni Cinquanta e fino ai primi anni Settanta ospitò il Villaggio San Marco, uno degli insediamenti italiani che accolsero i profughi istriano-dalmati in fuga dalle terre cedute alla Jugoslavia di Tito. Una pagina che intreccia direttamente la storia di Carpi con quella di Capodistria e dell'Istria.

Ad accogliere la delegazione slovena, la presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni, che ha definito il Villaggio San Marco «una pagina significativa della storia cittadina e un punto di contatto importante tra Carpi e Capodistria». Presenti anche gli assessori carpigiani Giuliano Albarani (Cultura) e Serena Pedrazzoli (Cooperazione internazionale), oltre a Sergio Vascotto, presidente provinciale dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Il cuore della città: Museo al Deportato, Palazzo dei Pio e l'Acetaia

Il programma è proseguito con la visita al Museo Monumento al Deportato, tappa obbligata per chi vuole comprendere il peso della memoria nella cultura civica carpigiana, e ai Musei di Palazzo dei Pio, cuore storico e artistico della città. Non è mancata una sosta all'Acetaia comunale, dove il tempo lento dell'aceto balsamico tradizionale ha offerto un assaggio del saper fare locale. La giornata si è conclusa nella sala del Consiglio comunale con uno scambio di prodotti tipici, gesto semplice ma che ha il sapore delle relazioni che si costruiscono sulla fiducia reciproca.

Verso il gemellaggio formale

Il momento più politicamente rilevante della visita è stato l'incontro istituzionale in cui sono state gettate le basi per avviare formalmente il gemellaggio tra Carpi e Capodistria. L'obiettivo è sviluppare collaborazioni nei settori della cultura, della formazione e dello scambio di buone pratiche amministrative: un'agenda concreta, non solo simbolica.

«Accogliere a Carpi il sindaco Bržan e la delegazione di Capodistria rappresenta un nuovo passo in una relazione che vogliamo far crescere nel tempo», ha dichiarato il sindaco Riccardo Righi. «Le nostre città condividono un patrimonio storico e culturale che può diventare la base per costruire collaborazioni concrete, coinvolgendo istituzioni, associazioni, scuole e realtà culturali. La visita al Campo di Fossoli e al Villaggio San Marco testimonia il valore della memoria come strumento di dialogo e conoscenza reciproca».

Capodistria: la città slovena che parla ancora italiano

Capodistria, in sloveno Koper, conta circa 53.500 abitanti e si affaccia sull'Adriatico a una ventina di chilometri da Trieste. È il principale porto commerciale della Slovenia e uno dei più importanti centri universitari del Paese. Italiana per cinque secoli sotto la Serenissima, e poi ancora fino alla fine della seconda guerra mondiale, è oggi una delle quattro municipalità slovene in cui l'italiano è riconosciuto come lingua ufficiale e viene ancora insegnato nelle scuole, anche se le generazioni più giovani lo parlano sempre meno. Un'identità plurale e stratificata che rende il dialogo con una città come Carpi, con la sua storia di accoglienza degli esuli istriani, particolarmente ricco di senso.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online