Lasciare la bicicletta e salire sul treno senza il timore di non ritrovarla al ritorno. È da questa esigenza molto concreta che parte il progetto del Comune di Carpi per rinnovare e ampliare i depositi protetti destinati alle biciclette private, con un investimento complessivo previsto di 205.584 euro. Il risultato atteso è un raddoppio quasi netto della dotazione attuale, che passerà da 30 a 56 posti protetti.
Due punti strategici: stazione e centro storico
L'intervento riguarda i due luoghi dove la domanda si concentra. Alla stazione ferroviaria il deposito esistente sarà sostituito da una nuova struttura da 44 posti, più compatta e coerente con la recente riqualificazione dell'area. In centro storico saranno invece installati due box da sei posti ciascuno.
Cambierà anche il modo di usare il servizio. È previsto un sistema digitale per prenotare le postazioni tramite applicazione e accedere ai depositi con credenziali digitali, con l'obiettivo dichiarato di superare le criticità delle strutture attuali, aumentando la capacità e semplificando le modalità di utilizzo.
Le parole dell'assessora
"Per rendere la bicicletta una scelta quotidiana, dichiara Serena Pedrazzoli, assessora alla Mobilità, dobbiamo offrire servizi comodi, accessibili e sicuri anche quando si lascia il proprio mezzo per prendere un treno, un autobus o raggiungere il centro. Una prima valutazione, basata sui flussi di spostamento e i possibili utilizzi, ha mostrato che collocare i depositi in queste due aree ci consentirebbero di rafforzare i nodi di interscambio tra diversi mezzi di trasporto e aumentare la platea di fruitori".
L'assessora inserisce l'opera in un quadro più ampio: "L'opera si inserisce in un progetto complessivo di revisione del bike sharing a Carpi, che vogliamo rafforzare e rendere più attrattivo. Il servizio aveva bisogno di un cambio di passo: stiamo lavorando per farlo, a partire da questo intervento".
Come si paga
Per finanziare l'intervento è previsto il ricorso a un mutuo con l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, nell'ambito dell'iniziativa "Sport Missione Comune 2026".
Il giudizio
Ventisei posti protetti in più non cambiano il volto della mobilità carpigiana, e sarebbe disonesto raccontarlo diversamente. Ma la cifra va letta per quello che è: un investimento mirato su due nodi dove il ciclista oggi si ferma per diffidenza, non per pigrizia. Il punto vero non è il numero dei posti, è la gestione. Se l'app funzionerà davvero e i box resteranno manutenuti, l'operazione si ripagherà in utenti; se invece ci si limiterà a sostituire una struttura con un'altra, fra qualche anno si tornerà a parlare delle stesse criticità. Il banco di prova sarà la revisione complessiva del bike sharing annunciata dall'assessora, di cui questo intervento è dichiaratamente solo il primo passo.