Lo sport come motore di crescita: Carpi ospita la tappa del "City Club" della Serie C

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Lo sport come motore di crescita: Carpi ospita la tappa del "City Club" della Serie C

Una mattinata di confronto sotto le volte della sala delle Vedute di Palazzo dei Pio. Mercoledì 14 ottobre Carpi ha ospitato la tappa carpigiana di "City Club", il progetto promosso dalla Serie C per favorire l'incontro e il dialogo tra istituzioni e società sportive. Il tema scelto per l'appuntamento, "Lo sport come motore di crescita", dice già molto del taglio dato alla discussione: non solo risultati sul campo, ma ricadute concrete su una città e sul suo tessuto economico e sociale.

Chi c'era e di cosa si è parlato

L'appuntamento è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Carpi e in collaborazione con l'A.C. Carpi. Al tavolo hanno preso parte il sindaco di Carpi Riccardo Righi e l'assessora allo Sport Mariella Lugli, il presidente della Serie C Matteo Marani ed Enrico Bonzanini del Carpi calcio, la consigliera regionale Maria Costi, il coordinatore delle politiche sportive della Regione Emilia Romagna Gianmaria Manghi e Andrea Fabris, amministratore delegato e direttore generale dell'U.S. Sassuolo.

Il confronto si è concentrato sul ruolo dello sport come leva di crescita delle comunità, con un'attenzione specifica alle infrastrutture sportive e ai grandi eventi, all'impatto sociale ed economico che hanno sui contesti di riferimento e alle opportunità di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Perché la tappa carpigiana ha un senso

Non è una scelta casuale. L'A.C. Carpi milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano, e prosegue di fatto una tradizione sportiva avviata nel 1909: in oltre un secolo di storia il club ha disputato un campionato di massima serie, undici di secondo livello e trentaquattro di terzo. La squadra gioca le proprie partite casalinghe allo stadio Sandro Cabassi, un impianto cittadino che resta il punto di riferimento fisico di questo discorso sulle infrastrutture.

Il giudizio

Gli incontri come questo valgono per quello che producono dopo, non per le fotografie di giornata. La presenza contemporanea di Comune, Regione, Lega Serie C e di due società emiliane con percorsi molto diversi indica però che il tema degli impianti e del rapporto tra pubblico e privato è uscito dalla fase delle buone intenzioni generiche. Per Carpi, città che ha conosciuto la Serie A e anche un fallimento societario, il nodo vero resta uno: trasformare il dialogo in investimenti sulle strutture. I cittadini se ne accorgeranno quando andranno allo stadio o in palestra, non quando leggeranno un comunicato.

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