C'è qualcosa di profondamente onesto nel titolo scelto per questo concerto: Homo, hominis, l'essere umano nel senso più ampio e latino del termine. Niente eroi, niente semidei del pentagramma, solo persone che hanno scritto musica nel Novecento, il secolo più tumultuoso e contraddittorio della storia moderna. E forse per questo, anche il più musicalmente fecondo.
L'appuntamento è per sabato 30 maggio 2026 alle ore 17 presso la Sala Vedute di Palazzo dei Pio a Carpi, nell'ambito della rassegna Inaudito. Ingresso libero, come si conviene quando si vuole davvero che la musica arrivi a tutti.
Un programma che attraversa confini e generi
Il programma è un piccolo viaggio attraverso linguaggi e sensibilità diverse del Novecento, costruito attorno a nomi che meriterebbero ciascuno una serata intera. Si inizia con Béla Bartók, compositore, pianista ed etnomusicologo ungherese (1881-1945), figura monumentale che seppe fondere con rara intelligenza le radici del folklore dell'Europa orientale con il rigore della musica colta occidentale, in un'opera presentata nell'elaborazione di Nourse. Accanto a lui troviamo Cécile Chaminade (Parigi, 1857, Montecarlo, 1944), pianista e compositrice francese rimasta troppo a lungo in ombra nonostante una produzione vastissima e un successo popolare straordinario ai suoi tempi.
Non manca Antonín Dvořák, il boemo che trasformò le melodie popolari in architetture sinfoniche di rara bellezza, qui proposto nell'elaborazione del compositore contemporaneo Nishimura. E poi Claude Debussy, l'impressionista per eccellenza, padre di una rivoluzione armonica che ancora oggi si sente in ogni angolo della musica moderna, nella versione curata da Lombardi.
Chiude il programma Germaine Tailleferre, la sola donna del celebre Groupe des Six, il circolo parigino che negli anni Venti del Novecento, raccogliendo l'eredità di Erik Satie e con la benedizione intellettuale di Jean Cocteau, volle reagire all'Impressionismo di Debussy e al wagnerismo ridando alla musica francese un'identità nazionalista e oggettiva. Tailleferre, spesso ridotta dalla critica alla sua sola appartenenza al gruppo piuttosto che alla qualità intrinseca delle sue composizioni, merita finalmente ascolto per quello che vale: molto.
Perché vale la pena esserci
La rassegna Inaudito ha il merito di portare musica di qualità in uno degli spazi più suggestivi del centro storico carpigiano: la Sala Vedute di Palazzo dei Pio è una cornice che trasforma ogni concerto in un'esperienza quasi cinematografica, dove la storia dell'edificio dialoga con le note. Portare nel 2026 musica di compositrici come Chaminade e Tailleferre, a lungo dimenticate o sottovalutate dalla storiografia ufficiale, non è solo un atto culturalmente coraggioso: è un atto di giustizia.
Il fatto che il concerto sia a ingresso libero non è un dettaglio secondario. È una scelta che dice qualcosa di preciso sulla vocazione dell'iniziativa: la musica del Novecento, con le sue dissonanze e le sue rivoluzioni, non è proprietà di un pubblico di addetti ai lavori. È roba umana, appunto. Homo, hominis.
Informazioni pratiche
Data e ora: sabato 30 maggio 2026, ore 17:00
Luogo: Sala Vedute, Palazzo dei Pio, Carpi (MO)
Costo: ingresso libero
Musiche di: Bartók-Nourse, Chaminade, Dvořák-Nishimura, Debussy-Lombardi, Tailleferre
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