Tre sabati di maggio, ore 17, ingresso libero e nessun abito da sera richiesto. La rassegna "Inaudito 2026", organizzata dal Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli di Modena e Carpi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, torna a sfidare i pregiudizi sulla musica cosiddetta classica con una formula semplice quanto efficace: portare i giovani ad ascoltare musica suonata da altri giovani, dal vivo, senza filtri tecnologici.
Lo slogan scelto per questa edizione dice tutto: "La musica non si scrolla. Si vive". Un messaggio diretto, generazionale, che prende di mira le abitudini dello scrolling compulsivo per proporre l'alternativa più antica e più viva che esista: stare in una stanza con dei musicisti in carne e ossa.
Tre appuntamenti, due luoghi
Il calendario si apre il 9 maggio all'Auditorium San Rocco con un concerto dal titolo "Tra Vienna e Parigi, due secoli di musica: dalla grazia classica alla brillantezza francese del '900". Protagonisti un quintetto e un sestetto di fiati con pianoforte, con musiche di Franz Danzi e Francis Poulenc: due compositori lontani nel tempo ma accomunati da una scrittura per fiati di rara eleganza, rispettivamente il classicismo tedesco di fine Settecento e il wit parigino del Novecento.
Il 23 maggio, sempre all'Auditorium San Rocco, è la volta di "Zapping music: echi di Vienna e visioni d'Europa", con un quintetto di fiati con pianoforte e un ensemble di clarinetti. In programma Wolfgang Amadeus Mozart e il belga Jan Van der Roost, compositore contemporaneo molto eseguito nelle scuole di musica europee: un accostamento che racconta bene come il repertorio per fiati non si sia mai fermato.
Il 30 maggio l'ultimo appuntamento cambia sede e atmosfera: dalla sala dell'Auditorium San Rocco alla Sala delle Vedute di Palazzo dei Pio, cornice rinascimentale nel cuore di Carpi. Il Modena Flute Ensemble porta in scena "Homo, hominis, La Musica degli Esseri Umani: musica di compositrici e compositori del '900". Il programma mette in fila pagine di Béla Bartók, Cécile Chaminade, Antonín Dvořák, Claude Debussy e Germaine Tailleferre, in arrangiamenti per flauto ensemble. Tailleferre e Chaminade, in particolare, sono due compositrici ancora troppo poco frequentate nei cartelloni italiani: la loro presenza in programma è già una dichiarazione di intenti.
Perché "Inaudito"
Il nome della rassegna gioca su una doppia accezione: inaudito come straordinario, fuori dall'ordinario, ma anche, letteralmente, non ancora udito. La filosofia è quella di abbassare la soglia d'ingresso al concerto, trasformarlo in un'esperienza informale e accessibile, anche solo per un brano, anche solo per curiosità. L'obiettivo dichiarato è ridisegnare il concetto di contemporaneità nella fruizione musicale: un concerto dal vivo, qualunque sia il genere, è per definizione un'esperienza dell'adesso, del qui ed ora, più moderna di qualsiasi streaming.
I tre concerti sono a ingresso libero.