In un'epoca in cui si parla molto di crisi giovanile, di vuoto esistenziale e di giovani che non sanno cosa vogliono, qualcuno a Carpi ha deciso di andare alla radice del problema: e se il vero nodo fosse il desiderio? Non l'istinto, non il capriccio, ma quel motore profondo che orienta la vita, che dà senso alle scelte, che tiene in piedi le comunità. È questa la scommessa del festival "Desideri infiniti, visioni altère", in programma sabato 30 maggio 2026 presso l'Auditorium San Rocco di Carpi.
Neuroscienze, antropologia e la domanda che conta davvero
L'appuntamento si apre alle ore 9.30 con due voci capaci di guardare al desiderio da angolature complementari, quasi opposte eppure necessarie l'una all'altra. Da un lato il neuropsichiatra infantile Lorenzo Bassani, figura di riferimento nel panorama italiano della psichiatria dell'età evolutiva, già intervenuto nel dibattito pubblico su temi come l'identità adolescenziale e il disagio giovanile. Bassani esplorerà la dimensione neurologica ed emotiva del desiderare: come mente e corpo cercano insieme senso e relazione, cosa succede quando questo meccanismo si inceppa, e perché le nuove generazioni sembrano sempre più in difficoltà a costruire prospettive di futuro.
Dall'altro lato salirà in cattedra Mario Pollo, antropologo dell'educazione e studioso di lungo corso nel campo della pastorale giovanile e dell'animazione culturale, autore di contributi fondamentali sul rapporto tra consumo, cultura e formazione del sé. Con Pollo il discorso si sposta sul terreno educativo e simbolico: come il desiderio può essere custodito, rigenerato e trasmesso nelle comunità che si occupano di formare persone. Non quindi soltanto una diagnosi del presente, ma una proposta concreta per rimettere in moto qualcosa che si è incagliato.
Una sfida per il mondo adulto, prima ancora che per i giovani
C'è una cosa che rende questo festival più interessante della media degli incontri culturali di giugno: l'onestà dell'impostazione. Il titolo stesso, con quella parola "altère" che suona volutamente straniante, quasi un richiamo alla tradizione occitana del pensiero laterale e dell'alterità, segnala che non siamo di fronte all'ennesimo convegno sul benessere giovanile condito di buone intenzioni. La premessa del festival è chiara: le sfide del presente riguardano il mondo adulto almeno quanto quello giovanile, e forse di più. Perché se gli adulti non riescono a essere portatori credibili di desiderio, di senso, di progetto di vita, non si può chiedere ai ragazzi di inventarselo dal nulla.
L'Auditorium San Rocco, spazio culturale di riferimento per la città di Carpi, ospitato nella storica via San Rocco 1, offre una cornice adeguata a questo tipo di riflessione: raccolta, sobria, lontana dalla logica dello spettacolo. Una scelta coerente con il tono dell'iniziativa.
Informazioni pratiche
Data e ora: sabato 30 maggio 2026, ore 9.30
Luogo: Auditorium San Rocco, via San Rocco 1, Carpi
Ingresso: gratuito
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Un'occasione rara, gratuita e concreta per chi vuole capire non solo cosa manca ai giovani di oggi, ma cosa manca a tutti noi. Vale la pena alzarsi la mattina di un sabato per questo. Anzi, è esattamente il tipo di sabato mattina che il desiderio richiederebbe.