La Terapia Intensiva torna a casa: al Ramazzini si riaccendono gli otto posti letto

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La Terapia Intensiva torna a casa: al Ramazzini si riaccendono gli otto posti letto

Sono terminati i lavori di sostituzione dell'Unità di Trattamento Aria (UTA) a servizio della Terapia Intensiva dell'Ospedale Ramazzini di Carpi. In questi giorni, fa sapere l'Azienda USL di Modena, sono in corso le pulizie degli ambienti e il trasferimento delle apparecchiature, in vista della ripresa dell'attività nel reparto a partire da lunedì 26 ottobre.

Gli otto posti letto della Terapia Intensiva, temporaneamente trasferiti nei moduli del Policlinico di Modena per consentire l'esecuzione dell'intervento in sicurezza, torneranno quindi nella loro sede abituale. Una soluzione adottata, spiega l'Azienda sanitaria, in una logica di collaborazione all'interno della rete provinciale.

Un intervento dentro un programma più ampio

La sostituzione dell'UTA, cioè dell'impianto che tratta e controlla l'aria del reparto, non è un dettaglio tecnico marginale: in una Terapia Intensiva la qualità dell'aria è parte integrante della sicurezza dei pazienti. L'intervento si inserisce in un più ampio programma di manutenzione e adeguamento dell'Ospedale Ramazzini, che prosegue con lavori programmati sulle diverse aree del presidio, con l'obiettivo di mantenere nel tempo funzionalità, sicurezza e qualità degli ambienti e degli impianti.

Il trasferimento temporaneo al Policlinico era scattato giovedì 8 ottobre ed era stato annunciato per una durata di circa dieci giorni: il rientro in sede avviene dunque qualche giorno più tardi rispetto alla previsione iniziale. Nella fase di spostamento, aveva precisato l'Azienda USL, non è cambiata la dotazione complessiva dei posti letto a livello provinciale.

Cosa cambia per i carpigiani

Per la città il ritorno dei posti letto è il dato concreto: la Terapia Intensiva è il reparto che sostiene le urgenze più gravi e la chirurgia del presidio, e la sua presenza fisica a Carpi pesa sulla percezione di sicurezza di un bacino che va ben oltre i confini comunali. La vicenda mostra anche il funzionamento della rete modenese, capace di assorbire per alcune settimane l'attività di un reparto critico senza interruzioni, ma resta un passaggio da valutare per quello che è: una manutenzione necessaria, gestita senza sospendere l'assistenza.

Dall'Azienda USL di Modena arriva infine "un ringraziamento a tutti i professionisti coinvolti per l'impegno e il lavoro svolto, che hanno permesso di garantire la continuità dell'assistenza durante il periodo dei lavori".

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