C'è una storia bella e al tempo stesso malinconica che arriva da Soliera, il comune di quindicimila anime stretto tra Modena e Carpi, nell'Unione delle Terre d'Argine. Una storia che parla di volontariato, di continuità e di quel senso di responsabilità collettiva che fortunatamente resiste ancora, almeno da queste parti.
Alan Leonardi è tornato alla presidenza della Croce Blu Soliera. Non perché lo avesse pianificato, ma perché la vita a volte non lascia scelta. Il suo predecessore, Maurizio Andreoli, che lo aveva sostituito al vertice dell'associazione appena nell'ottobre del 2024, è scomparso prematuramente nel maggio del 2026, lasciando un vuoto che il Consiglio direttivo ha dovuto colmare in fretta e con il cuore pesante.
Un ritorno necessario
Leonardi non è un nome nuovo in questa storia. Volontario di lungo corso, conosce la Croce Blu Soliera dall'interno, ne conosce i ritmi, le fatiche, le soddisfazioni silenziose di chi passa la domenica mattina su un'ambulanza invece che al bar. Il Consiglio direttivo dell'associazione, aderente all'Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), lo ha richiamato con una nomina che aveva tutta la logica dell'urgenza e tutta la fiducia dell'esperienza.
Con lui, Diego Baraldi ha assunto la vice-presidenza. È entrato a far parte del Consiglio direttivo anche il volontario Piero De Benedettis, con l'incarico specifico di coordinatore dei turni per le assistenze sanitarie alle manifestazioni sportive, un ruolo che chiunque abbia visto lavorare queste squadre nelle sagre di paese o nei campetti di calcio sa quanto sia concreto e indispensabile.
Il nuovo Consiglio direttivo
La squadra si completa con Luca Scheri alla tesoreria e William Zanni alla segreteria. Andrea Tassi ricopre il ruolo di direttore sanitario, mentre tra i consiglieri siedono Antonio Loconte, Andrea De Caroli, Lorenzo Maini, Diego Suppressa, Doretta Marchi e Luca Rossi. Una squadra numerosa, come si addice a un'associazione che conta oltre ottanta volontari attivi.
Quarant'anni di servizio, senza clamore
La Croce Blu Soliera è nata ufficialmente il 12 aprile 1986. Quarant'anni esatti, in questo 2026 che segna dunque una ricorrenza tonda e insieme un momento di passaggio difficile. In quattro decenni l'associazione ha costruito qualcosa che non si improvvisa: una rete di fiducia con il territorio, una presenza stabile nei momenti in cui la gente ha più bisogno, una capacità operativa che spazia dal primo soccorso al trasporto sanitario, dall'assistenza durante gli eventi pubblici al trasporto interospedaliero.
Non sono servizi di lusso. Sono l'ossatura silenziosa di un sistema sanitario territoriale che, senza il volontariato, semplicemente non starebbe in piedi. E Soliera, con i suoi quindicimila abitanti e le sue frazioni sparse tra Appalto, Secchia, Limidi e Sozzigalli, lo sa bene: la Croce Blu è parte del paesaggio civile di questa comunità, come il castello degli Este e il campanile in piazza.
Il valore del volontariato organizzato
L'appartenenza all'Anpas, la rete nazionale che coordina centinaia di associazioni di pubblica assistenza in tutta Italia, non è un dettaglio formale. Significa standard di formazione, protocolli condivisi, integrazione con il sistema del 118. Lo stesso Alan Leonardi, in veste di vicepresidente, era già stato protagonista lo scorso anno del progetto Sicurezza in Circolo promosso dall'Ausl di Modena per diffondere la cultura del soccorso e l'uso dei defibrillatori nei circoli e nei centri sociali del territorio. Un progetto che dice molto di come queste associazioni non si limitino all'emergenza, ma costruiscano cultura della prevenzione.
Verrebbe da dire che Leonardi non ha mai smesso davvero di fare il presidente, anche quando non lo era più. E forse è proprio per questo che il Consiglio direttivo non ha avuto dubbi. In un momento di lutto e di riorganizzazione, si torna a chi conosce la strada. È il buon senso del volontariato: niente retorica, solo maniche rimboccate.