C'è qualcosa di commovente e insieme di molto concreto nell'idea che dei ragazzi di terza media di Carpi abbiano trascorso ore a studiare, registrare e montare un racconto sulla vita quotidiana di una famiglia in un villaggio del Burkina Faso. In francese, per giunta. Non è un esercizio scolastico di routine: è un atto di civiltà.
La classe 3G dell'IIS Antonio Meucci di Carpi ha partecipato al concorso internazionale «Réinventer le monde», promosso dall'Agence Française de Développement (AFD), l'agenzia pubblica francese che finanzia e accompagna progetti di sviluppo nei paesi del Sud del mondo. Il concorso, aperto alle scuole francofone di tutto il pianeta, chiede agli studenti di costruire un podcast in lingua francese attorno ai grandi temi dell'Agenda 2030: povertà, cambiamento climatico, accesso all'istruzione, parità di genere. Non è poca cosa, per dei tredicenni.
Una famiglia, un villaggio, un mondo lontano che ci riguarda
Il podcast si intitola «Une famille au Burkina Faso» e racconta, con narrazione coinvolgente e cura del paesaggio sonoro, la vita ordinaria di persone che vivono in una realtà straordinariamente difficile. Il Burkina Faso è tra i paesi più poveri dell'Africa occidentale, da oltre un decennio devastato dall'instabilità politica e dal terrorismo di matrice jihadista nel Sahel. I dati parlano chiaro: nella sola regione del Sahel centrale, che comprende Burkina Faso, Mali, Niger e Ciad, nel 2025 risultano chiuse oltre 8.400 scuole, con più di tre milioni di bambini esclusi dall'istruzione, secondo un rapporto congiunto di UNICEF e Consiglio norvegese per i rifugiati. Parlare di questi bambini, anche solo in un podcast scolastico, ha un peso che non è decorativo.
Il concorso «Réinventer le monde» è attivo da anni e coinvolge scuole di tutto il mondo. In Italia è sostenuto dall'Institut Français Italia in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, e prevede una fase di consegna dei lavori tra marzo e maggio di ogni anno scolastico. I podcast più meritevoli vengono presentati in sedi di rilievo internazionale: nell'edizione precedente, i lavori migliori furono portati alla Notte delle Idee a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia a Roma, e i finalisti internazionali premiati a Nizza in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani. Non è, insomma, una competizione da cortile.
Il valore di un'ora di registrazione
Quello che colpisce di questa iniziativa non è la partecipazione in sé, quanto ciò che porta con sé. I ragazzi della 3G del Meucci hanno dovuto documentarsi su un paese che probabilmente non avevano mai sentito nominare con attenzione, costruire una storia credibile, scriverla in una lingua straniera, registrarla con cura. Hanno lavorato in gruppo, con tutto quello che questo comporta in termini di mediazione, ascolto reciproco, negoziazione delle idee. È quello che in gergo pedagogico si chiama apprendimento per competenze, ma che in termini più semplici si può tradurre così: hanno imparato qualcosa che non si trova nei libri di testo.
La comunità scolastica e i cittadini di Carpi sono invitati ad ascoltare il podcast e a votarlo nell'ambito del Premio del Pubblico previsto dal concorso. Il link diretto al lavoro dei ragazzi è disponibile sul sito dell'AFD, alla pagina dedicata al progetto «Une famille au Burkina Faso». Un clic che vale più di tanti discorsi sulla cittadinanza globale.
In un momento in cui gli aiuti internazionali ai paesi in crisi sono calati di circa il 25% e il deficit di finanziamento umanitario stimato supera i 745 milioni di dollari, sapere che a Carpi c'è una classe di ragazzi che racconta al mondo la vita di una famiglia africana in francese è, se non altro, una buona notizia. E le buone notizie, di questi tempi, vanno custodite con cura.