Dieci anni di ribellione nel bicchiere: Vignaioli Contrari torna alla Rocca Rangoni di Spilamberto


Dieci anni di ribellione nel bicchiere: Vignaioli Contrari torna alla Rocca Rangoni di Spilamberto

C'è chi festeggia i compleanni con torte e palloncini. Vignaioli Contrari li festeggia con 70 produttori, oltre 400 etichette e tre giorni di vino che non chiede scusa a nessuno. La decima edizione della manifestazione più coraggiosamente alternativa dell'enologia italiana si svolge dal 9 all'11 maggio 2026 alla Rocca Rangoni di Spilamberto, il castello modenese che dal 1210 sorveglia il corso del Panaro e che, dopo oltre 650 anni di appartenenza ai marchesi Rangoni e un meticoloso restauro avviato dal Comune nel 2011, è diventato uno dei luoghi simbolo della cultura enogastronomica del territorio. Una cornice, insomma, che di storie ne ha viste tante, ma difficilmente ne ha viste di così fermentate.

Dieci anni di scelte controcorrente

Nata nel 2016 come piccolo presidio di resistenza enologica, Vignaioli Contrari è cresciuta edizione dopo edizione fino a diventare un punto di riferimento nazionale per chi cerca vini artigianali, autentici e radicati nel territorio. Il concetto è semplice nella sua radicalità: il vino deve raccontare dove nasce, non dove lo vogliono portare le logiche di mercato. Vitigni autoctoni, pratiche agricole sostenibili, vinificazioni rispettose del suolo e delle comunità. Tutto il contrario, appunto, di quell'omologazione che trasforma ogni bottiglia in una fotocopia dell'altra.

In dieci anni il mondo del vino naturale e artigianale è cambiato profondamente: da nicchia un po' fricchettona è diventato un settore sempre più seguito anche dai professionisti della ristorazione e dai consumatori consapevoli. Vignaioli Contrari ha accompagnato questa trasformazione senza perdere la propria identità, anzi rafforzandola.

Settanta produttori, quattrocento etichette e un'idea di vino che non transige

La decima edizione porta alla Rocca Rangoni 70 produttori provenienti da tutta Italia e da alcune realtà europee. In degustazione ci saranno oltre 400 etichette, un viaggio attraverso micro-produzioni, vitigni storici e visioni indipendenti che difficilmente si trovano sugli scaffali della grande distribuzione. Non una mostra mercato qualunque, dunque, ma uno spazio di confronto e di cultura enologica dove il vino diventa strumento di narrazione e di consapevolezza.

Le giornate di sabato 10 e domenica 11 maggio saranno aperte a tutto il pubblico, con l'obiettivo dichiarato di costruire una rete sempre più solida tra produttori artigianali e professionisti della ristorazione, avvicinando anche il grande pubblico al valore del vino sostenibile e territoriale.

Masterclass, laboratori e cene: la cultura nel bicchiere

Il cuore culturale dell'evento batte nella suggestiva ex-chiesa di Santa Maria degli Angeli, adiacente alla Rocca, dove si terranno momenti di approfondimento di raro spessore. La masterclass esclusiva dal titolo "Tecniche naturali in risposta al cambiamento climatico" affronterà uno dei temi più urgenti per il futuro della viticoltura: come adattare pratiche agricole tradizionali a un clima che non è più quello di una volta.

Non mancherà un laboratorio sensoriale dedicato all'abbinamento tra Parmigiano Reggiano prodotto da differenti razze bovine e vini rifermentati in bottiglia emiliani, un intreccio di eccellenze del territorio che vale già da solo il prezzo del biglietto. E poi il format "A tavola con il produttore", con un focus sull'Albana di Romagna, il grande vitigno autoctono emiliano-romagnolo che ha il merito storico di essere stata la prima DOCG italiana per i vini bianchi, raccontata attraverso quattro terroir capaci di esprimerne le diverse anime.

Un progetto di territorio, con le istituzioni a fare da spalla

La manifestazione cresce grazie al coinvolgimento di associazioni locali, volontari e realtà culturali che nel tempo hanno trasformato Vignaioli Contrari da evento enologico a progetto di comunità. Il patrocinio del Comune di Spilamberto, dell'Unione Terre di Castelli, della Provincia di Modena e della Regione Emilia-Romagna conferma che anche le istituzioni hanno capito il valore di una manifestazione capace di generare turismo consapevole, valorizzare il territorio e creare legami autentici tra produttori e consumatori.

La Rocca Rangoni, con la sua storia millenaria che passa dai marchesi estensi alle nozze sontuose del Seicento fino all'odierna Corte del Gusto, è la cornice perfetta per una festa che non vuole essere solo una degustazione, ma una dichiarazione d'intenti: il vino è cultura, è agricoltura, è identità. E quando è fatto bene, è anche un'ottima ragione per stare insieme.

Informazioni pratiche

Quando: 9, 10 e 11 maggio 2026. Sabato e domenica aperti al pubblico.
Dove: Rocca Rangoni, Spilamberto (Modena).
Masterclass e laboratori: ex-chiesa di Santa Maria degli Angeli, adiacente alla Rocca.
Maggiori informazioni: si consiglia di seguire i canali ufficiali dell'evento per aggiornamenti su biglietti, orari e programma completo delle masterclass.

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