C'è un momento, nella storia del teatro, in cui la parola cede il passo al corpo e la magia accade lo stesso. Anzi, accade meglio. Succede mercoledì 6 maggio 2026, alle 20.30, al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena, quando il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare torna a vivere in punta di piedi grazie alla coreografia di Davide Bombana e alla straordinaria COB Compagnia Opus Ballet.
Per chi abita a Carpi e dintorni, la notizia vale un biglietto del treno o venti minuti d'auto: uno spettacolo di questa caratura non capita tutti i giorni sul palco di un teatro a portata di mano.
Un coreografo con il curriculum di un romanzo
Davide Bombana è uno di quei nomi che fa alzare le sopracciglia ai puristi della danza, nel senso buono del termine. Formatosi alla Scuola di Balletto della Scala di Milano, ha calcato i palcoscenici del Pennsylvania Ballet, dello Scottish Ballet di Glasgow e del London Festival Ballet, per poi approdare alla Bayerisches Staatsballett di Monaco, dove ha lavorato come primo ballerino e poi come ballet master per oltre un decennio. Ha vinto il prestigioso Benois de la Danse a Mosca e il Bayerischer Theaterpreis. In Italia ha diretto il corpo di ballo del MaggioDanza a Firenze e quello del Teatro Massimo di Palermo: un curriculum che farebbe impallidire chiunque, insomma.
Per questo nuovo Sogno, commissionato dalla COB Compagnia Opus Ballet, Bombana non ha stravolto Shakespeare ma lo ha traghettato nel linguaggio neoclassico con quella leggerezza cesellata che è il suo marchio di fabbrica. Si inserisce, consapevolmente, in una genealogia illustre: quella del Sogno firmato da George Balanchine per il New York City Ballet nel 1962 e di quello di John Neumeier per l'Hamburg Ballet nel 1977. Raccogliere quel testimone non è impresa da poco.
Ermia, Puck e un bosco incantato in punta di piedi
Al centro della narrazione coreografica c'è Ermia, la giovane che rifiuta il matrimonio combinato e fugge nel bosco con l'amato Lisandro, trascinando dietro di sé il corteggiatore respinto Demetrio e la fedele Elena. Il folletto Puck, con il suo fiore magico, fa il resto: scambia sentimenti, crea equivoci, semina caos sentimentale con la stessa allegria con cui un bambino mescola i pezzi di un puzzle altrui.
Bombana articola la storia su tre livelli narrativi che procedono in parallelo: l'amore tra i quattro giovani, le liti cosmiche tra il re Oberon e la regina Titania, e le peripezie del buffo Bottom con la sua compagnia di attori improvvisati persi nel bosco. Il tutto costruito per quadri giustapposti, con quella chiarezza narrativa che raramente il balletto riesce a raggiungere senza scadere nella didascalia.
Mendelssohn, Jóhannsson e gli abiti di Scervino
La colonna sonora è un incontro tra mondi lontanissimi che funziona alla perfezione: le musiche del Sogno e della Sinfonia n. 3 di Felix Mendelssohn Bartholdy dialogano con le atmosfere elettroacustiche di Jóhann Jóhannsson, il compositore islandese scomparso prematuramente nel 2018 e celebre per le colonne sonore di film come Arrival e Sicario. Un accostamento ardito che, sulla carta, funziona meravigliosamente: il romanticismo ottocentesco incontra la malinconia digitale del Nord.
A vestire i danzatori ci pensa nientemeno che Ermanno Scervino, stilista fiorentino di fama internazionale, con costumi colorati e bianchi che galleggiano sullo sfondo delle proiezioni di Carlo Cerri. La scena è volutamente essenziale, perché quando i corpi parlano così bene, la scenografia ha il buon gusto di farsi da parte.
La compagnia: giovani talenti e firma d'autore
La COB Compagnia Opus Ballet, diretta da Rosanna Brocanello fin dalla sua fondazione, è una realtà fiorentina che ha costruito la propria identità proprio sull'incontro tra giovani danzatori e coreografi di primo piano. Dieci interpreti in scena, una produzione che ha già ottenuto riconoscimenti in tournée italiana e che ha debuttato in prima nazionale nell'estate del 2024 all'Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano di Verona. Uno spettacolo già rodato, dunque, che arriva a Modena nella sua forma più matura.
Informazioni pratiche
L'appuntamento è per mercoledì 6 maggio 2026 alle 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, Corso Canalgrande 85, Modena. I biglietti vanno da 7 euro (ridotto) a 20 euro e si acquistano online su www.teatrocomunalemodena.it, alla biglietteria del teatro o telefonando al 059 2033010. Per chi arriva da Carpi, ricordiamo che il teatro dista una manciata di chilometri e che venti euro per una serata così sono, oggettivamente, un affare.