Fieni (FdI) rompe il silenzio: «A Carpi gli stranieri sono al 17%, il welfare dell'Unione fa da calamita»


Fieni (FdI) rompe il silenzio: «A Carpi gli stranieri sono al 17%, il welfare dell'Unione fa da calamita»

Uno degli argomenti più discussi nella politica locale carpigiana torna al centro del dibattito grazie a un intervento social di Enrico Fieni, consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Carpi. Il tema è quello della crescita della popolazione straniera residente in città, arrivata secondo i suoi dati alla soglia del 17%, una percentuale sensibilmente superiore alla media nazionale che si attesta intorno al 9%.

Il welfare come fattore d'attrazione

Per Fieni il dato non è frutto del caso, ma di una scelta politica precisa. La sua tesi è che il modello di welfare sviluppato dall'Unione delle Terre d'Argine, articolazione intercomunale che comprende Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera, funzioni di fatto come un polo attrattivo per l'immigrazione, sia attraverso i programmi rivolti alle categorie fragili sia attraverso i ricongiungimenti familiari.

«L'Unione è ormai un modello quasi unico», scrive il consigliere, riconoscendo implicitamente l'efficacia del sistema di servizi costruito dalle amministrazioni locali. Ma è un riconoscimento che suona come un avvertimento: proprio quella qualità dell'offerta sociale, secondo Fieni, alimenterebbe un «effetto migratorio» verso il territorio carpigiano difficile da gestire nel lungo periodo.

La domanda scomoda: esiste un limite?

Il passaggio più provocatorio del suo intervento è una domanda diretta: esiste una soglia oltre la quale si debba dire basta? Un interrogativo che rimanda al dibattito più ampio, non solo locale, sulla sostenibilità dei sistemi di welfare in presenza di una forte pressione migratoria. Il consigliere ricorda che i costi di questi servizi ricadono sui contribuenti, attraverso le risorse trasferite dal Governo ai comuni e attraverso l'addizionale IRPEF comunale, aumentata nel corso degli anni dalle amministrazioni di centrosinistra. «Non siamo animali da mungere», è la frase con cui Fieni chiude questa parte del ragionamento, senza giri di parole.

Il contesto demografico in cui si inserisce la riflessione è reale e documentato. I comuni del Nord Italia con una forte vocazione industriale e produttiva, come quelli del distretto manifatturiero modenese, registrano da anni quote di residenti stranieri significativamente più alte della media nazionale. La presenza straniera contribuisce a sostenere la forza lavoro e a mantenere stabile la popolazione in territori dove la componente italiana è in calo. Ma il tema della sostenibilità dei servizi e della distribuzione dei costi resta aperto.

La proposta bocciata sul porta a porta

Il post di Fieni non si chiude però sul tema dell'immigrazione. C'è spazio anche per un'altra battaglia politica, quella sulla tariffa del servizio porta a porta. Il consigliere sostiene di aver proposto una revisione dei parametri tariffari che penalizzano i nuclei familiari composti da una o due persone, una fascia che in una città come Carpi conta un numero crescente di famiglie. La proposta, dice, è stata bocciata dalla maggioranza di sinistra. E aggiunge, con una punta di ironia, che probabilmente verrà ripescata in futuro dalla stessa maggioranza «per evitare di ammettere che la questione era completamente sconosciuta».

Una provocazione che fotografa il clima del consiglio comunale carpigiano: su temi concreti come la gestione dei rifiuti e la redistribuzione dei costi, le distanze tra maggioranza e opposizione restano marcate, e il consigliere di Fratelli d'Italia non rinuncia a tenere il punto anche attraverso i social.

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