I parlamentari modenesi del Partito Democratico denunciano una riduzione "inaccettabile" dei finanziamenti statali destinati a cinque storici siti che custodiscono la memoria della Resistenza. Tra i luoghi colpiti dai tagli anche il Campo di Fossoli e il Museo Cervi.
La denuncia dei parlamentari modenesi
Andrea De Maria, Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra ed Enza Rando, i quattro parlamentari modenesi del Partito Democratico, hanno lanciato l'allarme sui tagli ai finanziamenti destinati ai luoghi della Memoria antifascista. Nel mirino del Governo sono finiti cinque siti storici di importanza nazionale: Marzabotto, il Campo di Fossoli di Carpi, il Museo Cervi, Sant'Anna di Stazzema e la Risiera di San Sabba.
I numeri del taglio
Dal dicembre 2017 presso il Ministero della Cultura è istituito un fondo specifico per la tutela e la promozione del patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi di Memoria della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione. Il fondo prevedeva inizialmente 2,5 milioni di euro, distribuiti in quote da 500mila euro per ogni realtà. Dopo una serie di riduzioni progressive, l'ultimo decreto di marzo 2026 sulle disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi ha portato il contributo complessivo a 1.819.738 euro, con un taglio di quasi 700mila euro. Ogni ente riceverà ora 363.947,60 euro, una riduzione di oltre 136mila euro a struttura.
L'impatto sui progetti
Secondo i parlamentari democratici, questi tagli mettono "in discussione tanti progetti già avviati" e compromettono attività fondamentali come gli interventi sui luoghi della memoria, la gestione degli archivi, le iniziative di ricerca storica e il coinvolgimento delle scuole.
Il significato del Campo di Fossoli per Carpi
Il Campo di Fossoli, situato nella frazione carpigiana, rappresenta uno dei luoghi simbolo della deportazione e della Resistenza in Italia. Utilizzato prima come campo per prigionieri di guerra e poi come campo di transito per deportati politici ed ebrei verso i lager nazisti, ha visto passare tra le sue baracche migliaia di persone destinate ai campi di sterminio. La riduzione dei finanziamenti rischia di compromettere le attività didattiche e di ricerca che fanno del Campo di Fossoli un centro educativo di riferimento nazionale per la trasmissione della memoria storica alle nuove generazioni.
L'iniziativa parlamentare
I quattro parlamentari modenesi hanno presentato un'interpellanza parlamentare per chiedere il ripristino del finanziamento originale e richiamare l'attenzione del Governo sul valore strategico di questi luoghi per la democrazia italiana. "Non crediamo sia necessario ricordare, alla vigilia del 25 aprile, il valore della Memoria", hanno dichiarato. "Nel sacrificio delle vittime della barbarie nazifascista stanno le radici della nostra democrazia e della nostra Costituzione".
La contraddizione governativa
Particolarmente dura la critica alla contraddizione tra le dichiarazioni e i fatti: "Per un Governo che parla sempre dell'importanza delle radici, dell'identità e della memoria come definizione di quel che siamo e dei nostri progetti futuri come comunità, questo disinteresse ai luoghi fisici e simbolici che di quell'identità sono il fondamento è inaccettabile". La battaglia parlamentare per il ripristino dei fondi si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo della memoria storica nella società contemporanea, proprio mentre si avvicina il 25 aprile, Festa della Liberazione.