Liu Jo sposta il marketing a Milano: 300 lavoratori in assemblea a Carpi, il futuro di cinquanta colleghi è incerto


Liu Jo sposta il marketing a Milano: 300 lavoratori in assemblea a Carpi, il futuro di cinquanta colleghi è incerto

Trecento lavoratori riuniti in assemblea, un clima teso e molte domande senza risposta. È quanto accaduto ieri mattina negli stabilimenti di Liu Jo a Carpi, dove le rappresentanze sindacali confederali hanno convocato una partecipata assemblea dopo l'incontro con l'azienda avvenuto a fine aprile. Al centro del confronto: l'ipotesi di trasferire il dipartimento marketing e comunicazione dalla sede storica di Carpi agli uffici di Milano, già a partire dal mese prossimo.

Chi rischia di fare le valigie

L'operazione, nelle intenzioni del gruppo, riguarderebbe in prima battuta 14 dei 16 dipendenti del settore marketing. Ma secondo alcune fonti vicine alle trattative sindacali, il piano potrebbe avere una portata ben più ampia: altri 14 lavoratori del settore commerciale e 20 della gestione retail potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Il conto totale arriva così a una cinquantina di persone che, nell'arco dei prossimi mesi, potrebbero essere chiamate a trasferirsi nel capoluogo lombardo.

Una prospettiva che, tra i lavoratori, genera più di un timore. Il nodo principale è economico: al momento non sarebbero previste compensazioni né incentivi per chi dovesse accettare il trasferimento, nonostante il costo della vita a Milano sia significativamente più elevato rispetto a Carpi. In molti temono che, di fronte all'impossibilità concreta di sostenere un trasloco di vita oltre che di ufficio, la scelta di non seguire l'azienda si traduca di fatto in una perdita del posto di lavoro.

La versione dell'azienda

Marco Marchi, fondatore e patron di Liu Jo, ha inquadrato la mossa in una prospettiva di crescita strategica. Per l'azienda nata a Carpi nel 1995, consolidare la presenza a Milano, città da sempre cuore pulsante della moda italiana, risponde a ragioni tecnico-organizzative oltre che di posizionamento del brand. Marchi ha definito il trasferimento «un'opportunità di crescita professionale e per il brand», lasciando intendere che la vicinanza all'ecosistema creativo e commerciale milanese sia considerata un valore aggiunto per le funzioni di marketing e comunicazione.

L'azienda ha tuttavia assicurato che Carpi resterà il fulcro delle attività operative: produzione, logistica e tutto ciò che supporta la filiera continueranno a gravitare attorno alla sede emiliana. Una distinzione che, nei fatti, delinea una Liu Jo a due velocità: la testa creativa e commerciale a Milano, il corpo produttivo in provincia di Modena.

Un'azienda, una storia, un territorio

Fondata dai fratelli Marco e Vannis Marchi, Liu Jo è cresciuta fino a diventare uno dei marchi di abbigliamento più riconoscibili d'Italia, con una rete distributiva che conta quasi 490 punti vendita monomarca e circa 5.500 multimarca in 48 paesi su tre continenti. Il legame con Carpi è parte dell'identità del brand, ed è per questo che la prospettiva di uno spostamento, anche parziale, verso Milano viene vissuta dai lavoratori non solo come una questione contrattuale, ma come un segnale sul futuro del radicamento territoriale dell'azienda.

Le rappresentanze sindacali restano in attesa di un nuovo confronto con la direzione, con l'obiettivo di ottenere garanzie concrete per i dipendenti coinvolti. Il calendario è stretto: il trasferimento del marketing, stando alle indicazioni aziendali, potrebbe scattare già nel corso del prossimo mese.

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