C'è una cosa che colpisce, in questa storia. Non è il premio, che pure fa piacere. È che dall'altra parte dello schermo, in una cittadina dell'oblast di Kyiv dove la guerra non è un telegiornale delle otto ma la colonna sonora della vita quotidiana, dei professori ucraini abbiano insistito per parlare di Agenda 2030 dell'ONU: futuro sostenibile, obiettivi globali, cooperazione tra popoli. Come a dire: noi ci siamo, e non intendiamo smettere di esserci.
Il 29 aprile 2026, durante una videoconferenza ufficiale tra il Comune di Carpi e quello di Boyarka, alla presenza dei sindaci di entrambe le città, i professori Daniela Guaitoli e Alessandro Smerieri dell'istituto tecnico Meucci di Carpi hanno ricevuto un riconoscimento formale dall'amministrazione ucraina. Un premio che non capita tutti i giorni, e che arriva da lontano, in tutti i sensi.
Una classe di Carpi, un ginnasio in guerra
Tutto è cominciato con un accordo di gemellaggio tra le due scuole, che ha rafforzato quello già esistente tra i rispettivi Comuni. Da un lato la classe 3K del Meucci, dall'altro gli studenti del ginnasio Malyutyanka di Boyarka, una cittadina di 34.000 abitanti a una manciata di chilometri da Kyiv. In mezzo, uno schermo, una connessione internet e la volontà di costruire qualcosa di concreto nonostante tutto.
Gli incontri on-line si sono moltiplicati nei mesi scorsi. Gruppi misti di lavoro, due ragazzi di Carpi e uno di Boyarka, impegnati a conoscersi e a ragionare insieme sui diciassette obiettivi dell'Agenda 2030. La lingua scelta per comunicare è stata l'inglese: terreno neutro, strumento comune, piccola vittoria quotidiana contro le distanze.
"L'Agenda 2030 è stata fortemente voluta dai nostri colleghi ucraini" spiegano Guaitoli e Smerieri. "Credo rifletta il loro desiderio di parlare di vita, futuro e speranza anche in un contesto tragico come l'esperienza quotidiana della guerra." Una frase che vale più di qualunque commento.
La guerra sullo sfondo, il futuro al centro
Boyarka si trova nell'oblast di Kyiv. Chi ricorda la primavera del 2022 sa che quei territori hanno vissuto settimane tra le più drammatiche dell'intera invasione russa. Oggi la città è in piedi, le scuole funzionano, e gli insegnanti mandano avanti la didattica con quella testardaggine silenziosa che è forse la forma più autentica di resistenza. Il professor Smerieri, che è il referente del progetto, aveva già sottolineato in occasione della firma dell'accordo di gemellaggio di essere rimasto colpito "dalla forza con cui i colleghi ucraini mandano avanti l'attività didattica in tempo di guerra e dal loro grande desiderio di far parte della famiglia europea".
Il progetto si concluderà a fine maggio con le presentazioni degli studenti sui temi dell'Agenda 2030. Ma i due docenti non vogliono fermarsi lì. L'idea è di dare continuità all'esperienza, e di arrivare un giorno ad accogliere studenti di Boyarka fisicamente a Carpi. Uno scambio vero, non solo digitale.
Un riconoscimento che viene da lontano
Vale la pena dirlo chiaramente: che un Comune straniero, in mezzo a una guerra, trovi il tempo e la volontà di premiare due professori di una scuola tecnica di provincia è una notizia che dovrebbe fare un certo effetto. Non perché Carpi non meriti riconoscimenti, ma perché racconta qualcosa di preciso su che cosa significhi oggi fare il proprio lavoro con serietà e umanità.
Daniela Guaitoli e Alessandro Smerieri non hanno costruito un progetto di facciata. Hanno messo in piedi una relazione vera, tra giovani, con pazienza e con metodo. E i ragazzi della 3K del Meucci, che magari non sapevano nemmeno dove fosse Boyarka, ora lo sanno benissimo. E probabilmente non lo dimenticheranno.
Carpi, in questo, non ha fatto una cosa straordinaria. Ha fatto, semplicemente, la cosa giusta.