C'è un filo rosso, sottile e tenace, che collega le creste dell'Appennino modenese ai libri di storia e alle mappe digitali del ventunesimo secolo. Sabato 16 maggio 2026, questo filo torna a tendersi nel cuore di Modena, dove lo scrittore e storico Massimo Turchi presenta la sua imponente trilogia sulla Linea Gotica nell'ambito della rassegna Storie di Resistenza. Libri per parlare di guerra, scelte, Liberazione.
Una trincea lunga trecento chilometri
Per capire di cosa si parla, vale la pena ricordare la posta in gioco: la Linea Gotica, chiamata dai tedeschi Gotenstellung, fu la più poderosa opera difensiva costruita dalla Wehrmacht nell'Italia centro-settentrionale durante la campagna del 1944-1945. Si estendeva per oltre trecento chilometri dall'attuale provincia di Massa-Carrara fino alla costa adriatica di Pesaro e Urbino, seguendo il crinale appenninico e trasformando le montagne in un fronte di scontri durissimi. L'Appennino modenese divenne, tra l'estate del 1944 e l'aprile del 1945, teatro di rastrellamenti, battaglie campali, stragi e di una resistenza partigiana tanto precaria quanto determinata.
In questo scenario, Turchi non si limita alla cronaca militare: la sua trilogia ricompone un mosaico fatto di esperienze individuali, traiettorie umane, e di quella che lui stesso definisce la multiculturalità della guerra, con 38 nazioni coinvolte sullo stesso fronte. Un numero che stupisce sempre, e che dice molto sulla natura globale di un conflitto che troppo spesso si racconta come storia di campanile.
L'Atlante digitale: la memoria che si fa mappa
La serata si distingue per un elemento che la rende davvero originale: il dialogo con la storia non avverrà soltanto attraverso le pagine di carta, ma anche grazie all'Atlante digitale delle formazioni partigiane modenesi, il progetto sviluppato dall'Istituto storico di Modena e consultabile all'indirizzo formazionipartigiane.modenastoriedigitali.it. Si tratta di uno strumento di ricerca che incrocia voci, mappe e documenti digitalizzati per restituire la geografia dinamica e plurale della Resistenza modenese: le brigate che operavano in quota, i loro spostamenti, i legami con il territorio e con le comunità locali.
Il volume Spazi ribelli, collegato all'Atlante e pubblicato da Mimesis Edizioni, offre una ricostruzione sincronica e diacronica della lotta armata che racconta, come scrivono gli stessi curatori, «una Resistenza dinamica e plurale, molto intensa ma precaria, legata alla conformazione del territorio come alle vicende della guerra grande». Insomma, non eroi di bronzo su piedistalli, ma persone reali in un contesto reale, con tutte le contraddizioni del caso.
Il dialogo con Chiara Lusuardi
Massimo Turchi, che è anche redattore della rivista scientifica e-review della rete degli Istituti storici dell'Emilia-Romagna, dialogherà con Chiara Lusuardi dell'Istituto storico di Modena, istituzione che da anni lavora alla valorizzazione della memoria resistenziale attraverso strumenti digitali e ricerca storica rigorosa. Un confronto tra chi scrive e chi conserva, tra la narrazione e il documento: esattamente il tipo di incontro che produce cultura, non semplice divulgazione.
L'appuntamento si inserisce nella rassegna Storie di Resistenza, un ciclo di incontri che dimostra come il tema della guerra, delle scelte e della liberazione sia tutt'altro che esaurito, specie in una stagione in cui le parole resistenza e libertà tornano a risuonare con urgenza inattesa. E che Modena, con il suo territorio segnato dalla memoria e le sue istituzioni culturali ancora vive, abbia ancora molto da dire al riguardo.
Informazioni pratiche
L'incontro si svolge sabato 16 maggio 2026 nell'ambito della rassegna Storie di Resistenza. Libri per parlare di guerra, scelte, Liberazione. La prenotazione è consigliata. Per consultare l'Atlante digitale delle formazioni partigiane modenesi: formazionipartigiane.modenastoriedigitali.it. L'evento è a ingresso libero; per dettagli su orario e sede aggiornati si consiglia di verificare sul sito delle Biblioteche del Comune di Modena o sull'agenda dell'Istituto storico di Modena.