Una poesia dal liceo Fanti al Quirinale: Jasmeen Kaur, sedicenne di Fabbrico, diventa Alfiere della Repubblica


Una poesia dal liceo Fanti al Quirinale: Jasmeen Kaur, sedicenne di Fabbrico, diventa Alfiere della Repubblica

C'è una ragazza di sedici anni, nata in India e cresciuta a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, che il 7 maggio 2026 si è seduta in prima fila al Quirinale e ha stretto la mano a Sergio Mattarella. Si chiama Jasmeen Kaur, frequenta il liceo delle Scienze Umane a indirizzo economico-sociale del liceo Fanti di Carpi, e scrive poesie. Poesie che, evidentemente, arrivano lontano.

«Il fatto che le mie poesie, qualcosa di così personale e profondo, siano piaciute al presidente Mattarella è stato un onore incredibile, una grande soddisfazione». Sono parole semplici, genuine, esattamente come i versi che le sono valsi il riconoscimento più alto che uno Stato possa tributare a un giovane cittadino: l'attestato d'onore di Alfiere della Repubblica.

Chi è Jasmeen e come è arrivata al Quirinale

Jasmeen è nata il 1° giugno 2009 in India, e a soli quattro anni si è trasferita in Italia con la sua famiglia, stabilendosi a Fabbrico. Oggi studia a Carpi, al liceo Fanti, uno degli istituti di riferimento del territorio carpigiano, che offre tra i suoi indirizzi anche il liceo delle Scienze Umane con opzione economico-sociale, un percorso che combina psicologia, sociologia, antropologia e diritto.

Il salto dal quaderno di scuola al Palazzo del Quirinale non è avvenuto per caso. Lo scorso anno Jasmeen ha partecipato al premio letterario nazionale "Chiaramonte Gulfi, Premio Sygla", concorso di poesia giunto alla sua XVII edizione, classificandosi prima. Sono stati proprio gli organizzatori del concorso a suggerirle di candidarsi come Alfiere della Repubblica, riconoscendo nella sua scrittura qualcosa di raro: la capacità di tradurre in versi ciò che i coetanei sentono ma faticano a dire.

La cerimonia: 28 giovani, una sola Italia che funziona

Il 7 maggio 2026 al Quirinale sono stati premiati in tutto 28 giovani Alfieri della Repubblica, selezionati da ogni angolo del Paese per essersi distinti grazie a comportamenti ispirati al senso civico, all'altruismo e alla solidarietà. Un catalogo straordinario di umanità: c'è chi ha trasformato un'apecar in un veicolo solidale, chi ha salvato un compagno dal soffocamento applicando le manovre di primo soccorso, chi porta conforto nelle corsie della terapia intensiva neonatale, chi ha sviluppato un'app per ridurre gli sprechi alimentari. E poi c'è Jasmeen, che ha scelto la poesia come forma di presenza nel mondo.

«Non ci eravamo mai visti prima, ma ricevere questo riconoscimento comune ci ha permesso di entrare subito in confidenza», ha raccontato la studentessa, descrivendo i momenti trascorsi insieme agli altri premiati. La cerimonia, insomma, oltre che un riconoscimento è stata anche una piccola comunità improvvisata, tenuta insieme dall'unico collante che conta davvero: fare qualcosa di buono senza aspettarsi nulla in cambio.

Le parole di Mattarella ai giovani Alfieri

Durante la cerimonia il Presidente della Repubblica ha rivolto ai ragazzi parole che vale la pena riportare integralmente, perché raramente la politica riesce a essere così precisa nel descrivere ciò che conta. «Non siete eccezioni, non siete "stranezze" nella realtà sociale. I giovani coltivano tanti valori positivi e molta voglia di costruire», ha detto Mattarella, invitando i nuovi Alfieri a diventare protagonisti del futuro senza limitarsi a percorrere strade già tracciate.

E poi, in quella frase che suona come un piccolo manifesto contro l'economia come unica misura di tutto: «Il progresso e lo sviluppo vengono abitualmente valutati in base a parametri economici. Non è così: è un errore. Il benessere dipende da tanti fattori. Anche dall'amicizia che c'è tra le persone».

La poesia come atto civile

Jasmeen non ha mai pensato di fare della scrittura una carriera, almeno non nell'accezione convenzionale del termine. «Mi viene naturale, è un atto spontaneo e molto genuino», ha spiegato. «Il fatto che sia stato riconosciuto in questo modo mi fa capire che è qualcosa di speciale che devo custodire».

La motivazione ufficiale del Quirinale parla chiaro: la ragazza è stata scelta «per essere riuscita, attraverso la poesia, a interpretare ed esprimere i pensieri dei ragazzi della sua età, creando spazi di introspezione e di confronto». In una stagione in cui si discute molto di giovani distratti, individualisti o indifferenti, una sedicenne che arriva dall'India, studia a Carpi e scrive versi capaci di abbracciare chi «prova le mie stesse esperienze» è la risposta più eloquente che si potesse dare.

Carpi, che di ragazzi in gamba ne ha sempre sfornati, ha un altro nome da aggiungere alla lista. Questa volta con una penna in mano.

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