Quando la solidarietà si impara giocando: studenti "in campo"


Quando la solidarietà si impara giocando: studenti "in campo"

Sabato 18 aprile, mentre molti carpigiani si godevano il fine settimana, un gruppo di giovani studenti dell'ITI Leonardo da Vinci ha vissuto un'esperienza che difficilmente dimenticherà. Non si trattava del solito sabato mattina sui libri, ma di qualcosa di molto più coinvolgente: una lezione di umanità in forma di "gioco".

Una simulazione che fa riflettere

Il Raid Cross, promosso dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana, ha trasformato gli spazi del Tecnopolo UNIMORE in un teatro di apprendimento dove quattro classi quarte hanno potuto toccare con mano cosa significa il Diritto Internazionale Umanitario. Ma non pensate a una noiosa lezione frontale. Qui i ragazzi hanno indossato i panni di vittime di guerra, operatori umanitari, osservatori internazionali e persino combattenti. Un gioco di ruolo che fa riflettere, dove non si vince o si perde, ma si comprende.

L'arte di mettersi nei panni degli altri

È proprio questa la genialità del Raid Cross: una metodologia ormai consolidata nel Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa che riesce a trasmettere concetti complessi attraverso l'esperienza diretta. I nostri studenti carpigiani si sono trovati catapultati in scenari di crisi umanitaria, dove ogni decisione ha conseguenze e ogni gesto può fare la differenza. La Croce Rossa sa bene che spiegare il diritto umanitario solo sui libri non basta. Serve farlo vivere, sentire sulla propria pelle. E i risultati, negli anni, hanno dimostrato l'efficacia di questo approccio, soprattutto con le nuove generazioni che spesso sembrano così distanti da certi drammi.

Una rete di solidarietà che funziona

L'iniziativa ha visto la collaborazione di diversi attori del territorio. Il Comitato di Carpi della Croce Rossa ha potuto contare sull'ospitalità del Tecnopolo UNIMORE e sul supporto prezioso dei volontari dei Comitati di Faenza e Bassa Romagna, che hanno messo a disposizione la loro esperienza per condurre le simulazioni. Ecco come dovrebbe funzionare sempre: istituzioni, scuola e volontariato che collaborano per formare cittadini più consapevoli. Un esempio virtuoso che parte da Carpi e che merita di essere raccontato.

Studenti che crescono

Vedere questi ragazzi dell'ITI Da Vinci impegnati in un sabato mattina a riflettere su temi così importanti fa ben sperare. In un'epoca in cui spesso si lamenta il disinteresse dei giovani verso i valori civici, iniziative come questa dimostrano che basta offrire gli strumenti giusti per accendere la loro curiosità e sensibilità. Chissà se tra questi studenti non ci sia qualche futuro volontario della Croce Rossa o, semplicemente, un cittadino più consapevole dei propri diritti e doveri. In fondo, è proprio questo l'obiettivo: seminare oggi per raccogliere domani una società più giusta e solidale.

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