C'è un modo semplice per capire se un'associazione vale davvero: guardare a cosa dedica i propri soldi. Il Lions Club Carpi Host, alla chiusura dell'anno sociale 2025-2026, ha scelto le poltrone-letto per i genitori dei bambini ricoverati in Pediatria all'Ospedale Ramazzini. Non uno spot, non una targa in marmo: sedie dove sedersi di notte accanto al proprio figlio malato. Difficile trovare un modo più concreto e meno retorico di fare del bene.
Dal cortile di Palazzo Pio al Polo Universitario: la pioggia non ferma nessuno
Il Galà era stato pensato per il cortile d'onore di Palazzo Pio, cornice di tutto rispetto per una serata di beneficenza. Il maltempo ha avuto altre idee, e così la festa si è spostata nelle ampie sale del Polo Universitario. I numerosissimi ospiti presenti hanno dimostrato che, quando c'è di mezzo una causa buona, si va anche se piove. È una piccola lezione di civiltà, in tempi in cui ci si lamenta spesso dell'indifferenza.
A ringraziare i Lions era presente la nuova presidente della Croce Rossa Italiana di Carpi, Claudia Ferrari, che ha espresso apprezzamento per il sostegno concreto e continuativo che i Lions carpigiani garantiscono all'attività quotidiana della CRI sul territorio. Parole di circostanza? Forse. Ma il fatto è che i soldi raccolti quella sera serviranno davvero a qualcosa, e questo conta più di qualsiasi discorso.
Un anno di presidenza che lascia il segno
Il presidente uscente Carlo Camocardi, notaio, ha guidato il club con un'attenzione particolare alla cultura carpigiana e alla solidarietà locale. Tra i service dell'annata ricordati nella serata, spicca il contributo all'Ospedale Ramazzini per la sistemazione della sala d'attesa di neuropsichiatria infantile, realizzato insieme al Lions Club Alberto Pio: un ambiente più a misura di bambino, per chi già si trova ad affrontare momenti difficili. E poi la Tombola di carpsàn, il dialetto reso gioco collettivo, e la raccolta fondi per Tavola Amica, l'iniziativa dell'associazione Ho Avuto Sete che ogni domenica imbandisce una tavola aperta a tutti al Centro sociale Bruno Losi: grazie a quei fondi verrà rinnovata la cucina del centro, con inaugurazione prevista per il 28 giugno.
La serata: soprano, aceti e il massimo onore dei Lions
La serata si è aperta in modo insolito e bello: l'inno nazionale cantato dalla soprano Serena Daolio, voce capace di trasformare anche una sala universitaria in qualcosa di più solenne. Poi sono arrivati i riconoscimenti. Il distintivo Melvin Jones Fellow, la più alta onorificenza della Lions Clubs International Foundation, assegnata a chi contribuisce in modo significativo al servizio umanitario con una donazione di mille dollari alla fondazione, è stato consegnato ai soci Fabio Ghelfi e Massimo Barbi.
Il Carpine d'oro è andato a Graziano Malagoli, studioso di lungo corso delle tradizioni e del dialetto carpigiano, coautore del Dizionario del dialetto carpigiano con Anna Maria Ori: un riconoscimento a chi custodisce una lingua che rischia di scomparire nella fretta della modernità.
Non sono mancate le premiazioni del concorso "Il Palio sbagliato", prima edizione tutta carpigiana dedicata agli aceti balsamici tradizionali prodotti nelle acetaie del territorio, organizzato da Maurizio Dodi, Claudio Pirondi e Paolo Leporati. A fine serata, alcune preziose confezioni di aceto balsamico stravecchio sono finite all'asta: il modo più emiliano possibile di chiudere una raccolta fondi. Il tutto allietato dalle note del complesso 4Jazz con Maxbrando alla voce, Andrea Burani alla batteria, Enrico Lazzarini al contrabbasso e Vincenzo Murè alla tastiera.
Il testimone passa: arriva Giacomo Cabri
Con questa serata si chiude formalmente l'annata di Carlo Camocardi alla guida del Lions Club Carpi Host. A raccogliere il testimone sarà il professor Giacomo Cabri, professore ordinario di Computer Engineering all'Università di Modena e Reggio Emilia e consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Cabri ha già dichiarato di voler orientare il club verso i bisogni delle famiglie e delle persone fragili del territorio, con uno sguardo al futuro che non dimentica il presente.
È una buona notizia, e non è scontato dirlo. In un momento in cui il volontariato associativo fatica a rinnovarsi e a trovare energie fresche, vedere un club radicato nella storia locale che si affida a un accademico con le mani in pasta nella vita civile carpigiana è un segnale incoraggiante. Staremo a vedere se le parole saranno seguite dai fatti, come è giusto aspettarsi. Per ora, le poltrone-letto in Pediatria parlano da sole.