Scuole progettate per il clima di cent'anni fa: Ferrari (Pd) lancia il piano per adattarle alle ondate di calore


Scuole progettate per il clima di cent'anni fa: Ferrari (Pd) lancia il piano per adattarle alle ondate di calore

Le aule scolastiche italiane sono ferme al clima del Novecento, mentre le temperature salgono anno dopo anno. Per questo Ludovica Carla Ferrari, consigliera regionale del Partito Democratico in Emilia-Romagna, ha depositato in Assemblea regionale una risoluzione che punta dritto al cuore del problema: serve un Piano straordinario nazionale per l'adattamento climatico dell'edilizia scolastica, con finanziamenti pluriennali aggiuntivi e interventi strutturali che vadano ben oltre l'emergenza.

Cosa prevede la risoluzione

Il documento impegna la Giunta regionale a farsi portavoce presso Governo e Parlamento affinché venga varato un programma nazionale rivolto ai servizi educativi per la prima infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado. L'obiettivo è finanziare non solo climatizzazione e ventilazione degli edifici, ma anche isolamento termico, sostituzione degli infissi, schermature solari, rinaturalizzazione e ombreggiamento degli spazi esterni, de-impermeabilizzazione dei cortili e installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Previsto inoltre un programma nazionale di monitoraggio della vulnerabilità climatica degli edifici scolastici, per pianificare gli interventi con criteri oggettivi, come già accade per la sicurezza sismica e l'efficienza energetica.

Perché è urgente

Architetta e agronoma esperta in edilizia sostenibile, Ferrari lo dice senza giri di parole: «Le scuole italiane sono state progettate per il clima del secolo scorso. Oggi bambini, studenti e lavoratori vivono un clima completamente diverso». I dati citati nella risoluzione parlano chiaro: l'Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, e secondo il Ministero dell'Istruzione solo una piccola parte degli edifici scolastici italiani ha sistemi di climatizzazione adeguati.

«Non possiamo affrontare il caldo a scuola come un'emergenza occasionale», aggiunge la consigliera. «È una condizione strutturale che interessa gran parte del periodo tra maggio e settembre. Ogni anno vediamo bambini ritirati prima dai servizi educativi, insegnanti in difficoltà, dirigenti costretti a soluzioni temporanee».

L'impatto sul territorio

La mozione non dimentica i Comuni, che da soli non possono sostenere investimenti di questa portata. Per questo la richiesta è che i fondi siano aggiuntivi rispetto ai programmi ordinari di edilizia scolastica. Una partita che interessa da vicino anche le scuole di Carpi e dell'intera provincia modenese, alle prese con estati sempre più torride e strutture che in molti casi risalgono a decenni fa.

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