Salute mentale, la consigliera Ferrari (Pd): «I fatti di Modena I fatti di Modena dimostrano l’importanza di non sottovalutare il disagio psicologico»


Salute mentale, la consigliera Ferrari (Pd): «I fatti di Modena I fatti di Modena dimostrano l’importanza di non sottovalutare il disagio psicologico»

Il 16 maggio scorso, in piena via Emilia Centro a Modena, Salim El Koudri, 31enne italiano di origini marocchine residente a Ravarino, ha lanciato la propria Citroën C3 sulla folla del sabato pomeriggio, ferendo otto persone, tre delle quali in gravi condizioni. El Koudri, accusato di strage e lesioni aggravate, era stato seguito nel 2022 dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia per un disturbo schizoide di personalità, salvo interrompere ogni rapporto con il servizio nel 2024. Quell'episodio ha riaperto una ferita profonda nel dibattito pubblico sulla prevenzione psichiatrica, e ora arriva la risposta politica della Regione.

Ludovica Carla Ferrari, consigliera regionale del Partito Democratico in Emilia-Romagna, ha preso posizione con una dichiarazione netta: «La salute mentale rappresenta una delle principali emergenze sociali e sanitarie del nostro tempo. Non possiamo limitarci a intervenire soltanto quando il disagio è già conclamato».

I numeri dell'Emilia-Romagna: una crescita che non si può ignorare

I dati portati da Ferrari parlano da soli. Nel 2025 gli adulti presi in carico dai servizi di salute mentale in Emilia-Romagna hanno raggiunto quota 87.537, con un incremento dell'8,3% rispetto al 2023 e del 13,7% rispetto al 2013. Una crescita costante, che tocca in modo particolare giovani, adolescenti e nuclei familiari sempre più esposti a stress, isolamento e difficoltà economiche.

«Si tratta di una crescita costante che coinvolge in particolare giovani, adolescenti, persone fragili e nuclei familiari sempre più esposti a condizioni di stress, isolamento e difficoltà economiche e relazionali», sottolinea la consigliera, che riconosce all'Emilia-Romagna un ruolo di avanguardia nazionale, pur chiedendo al Governo centrale di fare la propria parte.

L'Italia ultima nel G7: il confronto impietoso

Il nodo politico più urgente, secondo Ferrari, è finanziario. Secondo i dati della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, l'Italia destina alla salute mentale territoriale il 3,5% della spesa sanitaria complessiva, un'incidenza che la colloca all'ultimo posto tra i Paesi del G7 e a meno di un terzo rispetto a quanto investono Regno Unito, Germania e Francia. Gli altri grandi Paesi europei, secondo la Società Italiana di Psichiatria, destinano all'assistenza psichiatrica tra l'8 e il 15% della spesa sanitaria complessiva: un divario enorme, che si traduce in liste d'attesa lunghe, servizi territoriali sotto pressione e professionisti insufficienti.

«Dobbiamo fare tutto il possibile affinché nessuno si senta solo davanti al proprio disagio», dichiara Ferrari. «Questo significa investire nella prevenzione, promuovere screening e ascolto psicologico nei territori, nelle scuole e nei luoghi di vita, e rafforzare una cultura della salute mentale che superi stigma e solitudine».

Il caso Modena e il nodo della continuità delle cure

Ferrari dedica una riflessione specifica proprio al caso di El Koudri e alla catena di eventi che lo ha preceduto: «Sebbene soltanto un processo stabilirà il suo peso, è evidente che il disagio psichico abbia giocato un ruolo non trascurabile nel gesto criminale». La storia clinica dell'uomo, con la presa in carico interrotta nel 2024, solleva una domanda scomoda: cosa accade quando un paziente esce dal radar dei servizi?

La consigliera elogia la risposta dell'Azienda USL di Modena, che ha garantito supporto psicologico alle vittime e ai testimoni dell'accaduto, ma chiede che questo non resti un'eccezione: «Bene ha fatto l'Azienda USL di Modena a garantire sostegno, e questo deve rappresentare uno standard di attenzione alla salute mentale da generalizzare». Il disagio post-traumatico, ricorda Ferrari, può lasciare tracce profonde soprattutto nei più giovani e nelle persone più vulnerabili.

La ricetta: prevenzione, territorio, integrazione

La proposta politica di Ferrari si articola su tre assi: rafforzamento dei servizi territoriali e della psicologia di comunità; riduzione delle liste d'attesa con una presa in carico multidisciplinare; integrazione strutturale tra sanità, scuola, enti locali e Terzo Settore.

«La salute mentale è un diritto fondamentale della persona e un presidio indispensabile di civiltà, sicurezza e coesione sociale», conclude la consigliera dem. «Per questo serve un impegno condiviso, stabile e lungimirante da parte di tutte le istituzioni». Un appello che, dopo via Emilia, suona meno astratto e molto più urgente.

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