C'è una cosa che accomuna un luogotenente in pensione di Carpi e un ragazzo di ventitré anni fucilato a Palidoro nell'autunno del 1943. Si chiamava Salvo D'Acquisto, era un vicebrigadiere dei Carabinieri Reali, e il 23 settembre di quell'anno si accusò di un attentato che non aveva commesso pur di salvare ventidue civili innocenti da una rappresaglia nazista. Lo fucilarono. I civili tornarono a casa. A quel nome la sezione carpigiana dell'Associazione Nazionale Carabinieri ha scelto di intitolarsi, e non è una scelta neutra: è una dichiarazione di appartenenza a qualcosa che va oltre la divisa.
Quella sezione, guidata dal Luogotenente Antonello Buongiorno, ha attraversato la Romagna il fine settimana scorso per prendere parte al XXVI Raduno Nazionale dell'ANC, ospitato da Rimini dal 15 al 17 maggio 2026. Una manifestazione imponente: circa 70.000 soci provenienti dalle oltre 1.700 sezioni sparse in ogni angolo d'Italia, con i nuclei di Protezione Civile e le organizzazioni di volontariato degli Ispettorati Regionali.
Tre giorni sul lungomare
Rimini si è trasformata per tre giorni in una città-caserma, nel senso più nobile del termine. Il lungomare Claudio Tintori è diventato il palcoscenico della sfilata finale di domenica 17 maggio, con le delegazioni di tutta la penisola che hanno percorso il viale adriatico davanti a migliaia di spettatori. Un'immagine che sa di altri tempi, ma che evidentemente risponde ancora a un bisogno reale di comunità e memoria.
Il programma dei tre giorni non era solo parata. Sul lungomare era allestito il Villaggio della Legalità, uno spazio dedicato all'incontro su tematiche come la violenza di genere e il bullismo, rivolto in particolare ai giovani. Il venerdì pomeriggio i paracadutisti del 1° Reggimento Carabinieri "Tuscania" si sono lanciati sulla spiaggia, mentre la sera il Teatro Arena ha ospitato lo spettacolo "La foto del Carabiniere" di Claudio Boccaccini, dedicato proprio alla memoria di Salvo D'Acquisto, il patrono ideale della sezione di Carpi.
Carpi e la sua storia con l'Arma
La presenza carpigiana al raduno non è una novità, ma ogni anno porta con sé un significato preciso: tenere vivo un legame tra la città e i valori di un'istituzione che, specie nelle zone dell'Emilia-Romagna, ha spesso rappresentato l'unico presidio dello Stato in piccoli centri e frazioni. La sezione locale dell'ANC non è un club di nostalgie, ma un'associazione che porta avanti attività di volontariato e promozione della legalità.
Vale la pena ricordare, en passant, che Salvo D'Acquisto non è solo un simbolo militare. Il 25 febbraio 2025 papa Francesco lo ha dichiarato venerabile, aprendo formalmente la strada alla beatificazione. Un giovane napoletano che aveva scelto l'Arma per senso del dovere e che, a ventitré anni, aveva dimostrato che il coraggio non è mai una questione di gradi.
Settantamila persone non sfilano per caso
In un'epoca in cui le cerimonie istituzionali faticano a riempire le piazze, vedere settantamila persone convergere su Rimini in nome di un'associazione di veterani merita una riflessione. Non si tratta di nostalgia militarista: l'ANC è un'organizzazione civile che opera nel volontariato, nella protezione civile, nell'educazione alla legalità. Il raduno nazionale è il momento in cui questa rete di persone si rende visibile, e Rimini ha risposto con un'accoglienza all'altezza.
La delegazione di Carpi era lì, sul lungomare, tra le altre. Una piccola città della Bassa Padana che porta il nome di un eroe nel proprio stendardo e che, con discrezione tutta emiliana, continua a fare la propria parte.