Lunedì 4 maggio, alle ore 20.30, il Cinema Corso di Carpi ospita la proiezione di Diritto al futuro, documentario che porta sullo schermo le storie di bambini e adolescenti costretti a fuggire da guerre, discriminazioni etniche e religiose, povertà. Un viaggio visivo e umano che attraversa quattro continenti, firmato dal giornalista Piero Badaloni insieme a Andrea Ballestrazzi e Fausta Slanzi, e prodotto dall'organizzazione di volontariato Ho Avuto Sete.
Un'eredità della Convenzione ONU del 1989
Il film prende le mosse da una data precisa: il 20 novembre 1989, quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, impegnando giuridicamente gli Stati firmatari al rispetto dei dieci diritti fondamentali dei minori. L'Italia ratificò quella Convenzione il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176. A distanza di oltre trent'anni, quanti di quegli Stati mantengono davvero quell'impegno? È la domanda che Diritto al futuro si pone, senza risparmiarsi nelle risposte.
Il viaggio del documentario
Il film apre sul confine tra Messico e Stati Uniti, dove un muro lungo mille chilometri e alto sette metri trattiene migliaia di ragazzi nel tentativo di ricongiungersi con i parenti, già cacciati con la forza dall'altro lato. Da lì lo sguardo si sposta in Europa, dove sbarcano minori non accompagnati dall'Africa e arrivano bambini ucraini in fuga dalla guerra. La telecamera raggiunge poi le bambine afgane rifugiatesi in Pakistan e Iran, costrette a rimpatriare in un paese in cui i Talebani vietano loro persino di studiare e di camminare liberamente per strada.
Il capitolo finale è dedicato ai bambini di Gaza, alcuni dei quali ricoverati in ospedali italiani ed europei per ricevere cure che nella loro terra, devastata dal conflitto, non esistono più. A chiudere il cerchio, le testimonianze dei volontari delle organizzazioni internazionali impegnate in questo fronte, alle prese con la drastica riduzione dei fondi decisa dall'amministrazione del presidente americano Donald Trump.
Tra le voci raccolte nel documentario spicca quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che nel film richiama il diritto alla pace e invita a «disarmare il cuore e le mani».
Chi è Piero Badaloni
Badaloni è un volto storico del TG1 RAI: romano, classe 1946, ha iniziato la carriera giornalistica nel 1971 occupandosi di reportage e inchieste. Negli anni Ottanta e Novanta ha condotto le edizioni del telegiornale di punta, quella delle 13.30 e quella delle 20, ed è stato l'autore e conduttore di programmi come Unomattina e Italia Sera. Dal 1995 al 2000 ha guidato la Regione Lazio come presidente, per poi tornare in RAI come corrispondente da Parigi, Bruxelles, Berlino e Madrid. Negli ultimi anni ha affiancato alla scrittura saggistica la produzione di documentari su temi sociali. Diritto al futuro è il seguito ideale di La Grande Sete, il docufilm del 2021 dedicato alla crisi idrica globale, realizzato sempre con Andrea Ballestrazzi e con la collaborazione di Ho Avuto Sete.
L'evento a Carpi: organizzatori e finalità
La serata è promossa da Ho Avuto Sete odv in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati di Modena e la Fondazione Casa del Volontariato, ente della Fondazione CR Carpi, con il patrocinio del Comune di Carpi. L'iniziativa rientra nel programma di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, il riconoscimento che per quest'anno ha eletto il territorio modenese come punto di riferimento nazionale per il mondo del Terzo Settore.
Il contributo organizzativo arriva anche da Gruppo Cassa Centrale, Credito Cooperativo Italiano, dagli Ordini degli Avvocati di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Padova, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini, dall'URCOFER (Unione Regionale dei Consigli degli Ordini Forensi dell'Emilia-Romagna), dalla Fondazione Forense Modenese e dall'associazione Controvento Aps, in collaborazione con Land.
Come partecipare
L'ingresso è a offerta libera: le donazioni raccolte andranno a sostenere la costruzione di un impianto idrico di acqua potabile e di un orto comunitario nel Villaggio di Zaka, a Tenkodogo, in Burkina Faso. I posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione tramite il link disponibile sulla piattaforma Eventbrite, raggiungibile attraverso il sito di Ho Avuto Sete.