C'è qualcosa di profondamente italiano nell'idea che la salvezza, o almeno la speranza, possa passare per un mattarello e un po' di farina. Domenica 24 maggio alle 11,30, al Bistrò 53 di Carpi, il 28° Festival Internazionale delle Abilità Differenti prova a dimostrarlo con un incontro dal titolo che vale già da solo un programma: La rivoluzione tranquilla del Tortellante.
Non è un convegno, o almeno non lo è nel senso ingessato del termine. È piuttosto una conversazione tra realtà che hanno scelto di fare sul serio, di trasformare l'inclusione da parola d'ordine a gesto quotidiano, impastato con le mani.
Dalla cucina di Modena, una lezione per tutti
Il Tortellante è un laboratorio di pasta fresca che a Modena produce una delle eccellenze indiscusse della cucina italiana: i tortellini. Ma dire «laboratorio» è riduttivo. Nato come centro di socializzazione e scuola di autonomia, oggi coinvolge 27 famiglie con ragazzi autistici o neurodivergenti, si avvale di uno staff scientifico e può contare sull'apporto di uno chef stellato di fama mondiale come Massimo Bottura, oltre che su una rete di volontari che credono nel progetto. Il risultato è un ripieno speciale, fatto non solo di carne e parmigiano, ma di dignità, progettualità e comunità.
Il modello del Tortellante dimostra che lavoro, impegno sociale e bellezza non sono in contraddizione: possono stare dentro lo stesso tortellino. E quando una buona idea funziona davvero, fa scuola.
Carpi impara e fa suo il modello
Lo sa bene Ushac, l'associazione carpigiana impegnata da anni in attività ricreative, sportive ed educative per ragazzi con disabilità fisiche e cognitive. Sull'onda dell'esempio modenese, Ushac ha avviato il proprio laboratorio di pasta fresca, dove i ragazzi imparano a preparare tortellini, tortelli e maccheroni al pettine, prodotti poi messi in vendita al pubblico. Non è beneficenza: è lavoro vero, con tutto ciò che comporta in termini di autonomia, autostima e partecipazione alla vita della comunità.
Al tavolo ci sarà anche la Cooperativa Sociale Nazareno, che da oltre 40 anni a Carpi porta avanti percorsi produttivi e culturali con persone disabili. Quarant'anni non sono pochi: sono la prova che certe scelte, quando sono giuste, resistono al tempo e ai cambi di governo, alle mode e ai tagli di bilancio. Dalla Cooperativa Nazareno, del resto, è nata anche la rete organizzativa del Festival stesso, uno degli appuntamenti più longevi e seri del panorama italiano sul tema della disabilità.
Il Sound Lunch: si mangia ascoltando il rock
Dopo la parte degli incontri, a partire dalle 13,00 scatta il Sound Lunch: un pranzo all'aperto a base di tortellini e pasta, accompagnato dalla musica del gruppo integrato pop rock Afternoon e da un ensemble ridotto dell'orchestra integrata Scià Scià. «Integrato» non è un dettaglio: anche sul palco, come in cucina, l'inclusione non è uno slogan ma una pratica.
Per partecipare al pranzo è richiesta la prenotazione; costi e menù sono disponibili sul sito ufficiale del Festival. Un dettaglio che vale la pena sottolineare: non si tratta di un evento assistenziale, ma di un'occasione in cui si paga, si mangia bene, si ascolta musica e si è parte di qualcosa che ha senso.
Una riflessione che riguarda tutti noi
C'è un'ironia gentile nell'idea che la rivoluzione tranquilla si compia con un mattarello. Eppure i numeri e i fatti dicono che funziona: famiglie che trovano un approdo, ragazzi che scoprono di saper fare cose bellissime, comunità che si accorgono di essere più ricche di quanto credevano.
Vale la pena ricordarlo in un'epoca in cui la parola «inclusione» viene usata così spesso da rischiare di perdere il peso specifico che merita. Qui, a Carpi e a Modena, qualcuno ha deciso di smettere di parlarci su e di mettersi a impastare. Il risultato è buono. Molto buono, a quanto pare.
L'appuntamento è per domenica 24 maggio al Bistrò 53, in via Bollitora Interna a Carpi. Portate l'appetito, per la pasta e per le idee.