C'è qualcosa di antico e insieme di urgente nel linguaggio che i Verdi di Carpi hanno scelto per il loro congresso: «partigiani della Costituzione». Non è una metafora casuale, in un territorio dove la memoria della Resistenza è ancora parte viva del tessuto civile. È una dichiarazione d'intenti, un richiamo esplicito ai valori fondativi della Repubblica in un momento in cui il dibattito sui principi costituzionali torna con forza al centro del confronto politico nazionale.
Il congresso e i nuovi dirigenti
L'Associazione Verdi Carpi ha tenuto questa mattina il proprio congresso cittadino, rinnovando gli organi direttivi del partito. La notizia più rilevante sul piano politico locale è la conferma di Andrea Artioli nel doppio ruolo: presidente del Consiglio comunale di Carpi e co-portavoce dell'associazione, insieme a Patrizia Marchetti. Un uomo con due cappelli istituzionali, il che non è una rarità nella politica italiana, ma merita di essere notato.
L'esecutivo comunale si compone di Auro Bertani, Crescenzio Luongo, Stefano Stabellini, Carmelo Alberto D'Addese, Fabio Battini, Michela Di Clemente, Lorenza Sacchi, Anais Luongo ed Ermelinda Carrabs. Carmelo Alberto D'Addese è stato nominato presidente onorario, mentre la tesoreria è affidata a Fabio Battini.
La mozione: difendere la Costituzione come atto politico
Il cuore del congresso non è però nell'organigramma, ma nella mozione approvata, intitolata «I Verdi partigiani della Costituzione». Il documento affronta sanità, scuola, mondo del lavoro, integrazione, tutela dell'ambiente e degli ecosistemi, declinandoli come temi già scritti nella nostra Carta fondamentale. Il ragionamento è semplice e diretto: non si tratta di inventare nulla, ma di riaffermare il valore di principi che quella Costituzione sancisce con chiarezza, nati da una stagione storica che ha segnato profondamente il Paese.
«Negli ultimi anni c'è chi sta tentando di demolire questo pilastro di democrazia», recita la nota del partito, con un tono che oscilla tra l'allarme civile e la chiamata alle armi simbolica. I Verdi vogliono essere, nelle loro parole, il presidio di pace, giustizia climatica e coesione sociale, con uno sguardo alle generazioni future che raramente si traduce in voti, ma che rimane una bussola morale non trascurabile.
Il contesto: piccoli ma presenti
A livello locale, i Verdi di Carpi sono una realtà piccola ma con un piede istituzionale tutt'altro che secondario: avere il presidente del Consiglio comunale tra i propri ranghi è una posizione di visibilità che molti partiti più grandi invidieranno.
La sfida che il congresso ha riconosciuto apertamente è quella della crescita territoriale: «Occorre crescere e diffondere nei territori le nostre idee», si legge nel comunicato. Un obiettivo onesto, detto così, perché riconosce implicitamente che la strada è ancora lunga. Ma la Costituzione, almeno, ce l'hanno dalla loro parte. E non è poco.