Attimi di tensione in piazza Martiri, davanti al Municipio di Carpi, dove la sezione locale della Lega aveva allestito un banchetto informativo sul tema della remigrazione, la politica di rimpatrio degli immigrati irregolari che costituisce uno dei cavalli di battaglia nazionali del partito guidato da Matteo Salvini.
L'iniziativa, organizzata dal segretario locale Giulio Bonzanini, consigliere comunale e vice segretario provinciale della Lega, ha attirato la risposta immediata di una decina di esponenti del gruppo Carpi antifascista, scesi in piazza per manifestare la propria opposizione all'evento.
La contestazione davanti al Municipio
I manifestanti si sono posizionati nei pressi del banchetto, rendendo necessaria la presenza delle forze dell'ordine a presidio della situazione. Non si segnalano incidenti: le due parti hanno mantenuto distanza e la tensione è rimasta verbale, senza che la situazione degenerasse.
Il tema della remigrazione, inteso come politica strutturata di rimpatrio dei migranti irregolari verso i paesi di origine, è al centro di una campagna di sensibilizzazione che la Lega sta portando avanti in tutta Italia con iniziative nei centri cittadini. A livello nazionale, il partito ha tenuto a Milano lo scorso aprile una manifestazione sul tema, proprio sotto lo slogan «In Europa padroni a casa nostra».
Chi è Giulio Bonzanini
Giulio Bonzanini è una delle figure emergenti della Lega carpigiana e provinciale. Consigliere comunale a Carpi, è stato nominato vice segretario della Lega provinciale di Modena, affiancando il consigliere regionale Stefano Bargi su nomina del segretario provinciale Guglielmo Golinelli. Una carriera in ascesa all'interno del partito, costruita sul lavoro di sezione e sul radicamento territoriale.
Il clima politico in città
L'episodio restituisce la fotografia di una città, Carpi, dove il dibattito sull'immigrazione continua a generare confronti accesi anche negli spazi pubblici. La presenza delle forze dell'ordine ha garantito lo svolgimento regolare di entrambe le manifestazioni, quella leghista al banchetto e quella dei contestatori sul marciapiede antistante, nel rispetto della libertà di espressione di entrambe le parti.