AIMAG, i sindaci rispondono al Comitato: «Lavoriamo con responsabilità, ma i tempi devono essere adeguati»


AIMAG, i sindaci rispondono al Comitato: «Lavoriamo con responsabilità, ma i tempi devono essere adeguati»

Ventuno sindaci dei Comuni soci di AIMAG hanno rotto il silenzio con una dichiarazione congiunta, firmata da tutti i primi cittadini del territorio, per rispondere punto per punto alle osservazioni avanzate dal Comitato cittadini che nei giorni scorsi aveva chiesto più trasparenza e chiarezza sul futuro della multiutility modenese.

Tra i firmatari figura Riccardo Righi, sindaco di Carpi, insieme alle colleghe e ai colleghi di altri venti Comuni, da Bastiglia a Soliera, da Mirandola a Moglia, in un fronte compatto che abbraccia sia il modenese sia il mantovano.

La difesa del percorso istituzionale

Il documento dei sindaci respinge con fermezza l'accusa di scarsa trasparenza. «Non è mai stato negato un incontro, né è mai mancata la disponibilità all'ascolto», si legge nella nota, che ricorda come il Comitato stesso sia stato ricevuto più volte, sia dai primi cittadini sia dai vertici aziendali. I sindaci rivendicano la complessità del percorso in atto: coordinare 21 strutture comunali, con segretari e competenze tecniche diverse, richiede «equilibrio, responsabilità e tempi adeguati».

Sul Patto di Sindacato, il documento è netto: era e resta una priorità dichiarata pubblicamente in ogni sede. Il ritardo nella sua formalizzazione non è frutto di disattenzione, spiegano i sindaci, ma della necessità di costruire un testo davvero condiviso tra realtà istituzionali molto diverse tra loro.

Il nodo del servizio idrico integrato

Il tema più delicato riguarda il futuro del servizio idrico integrato, che costituisce oggi uno dei pilastri dell'attività di AIMAG. I sindaci chiariscono di aver esplorato ogni possibile scenario per mantenere un sub-ambito provinciale autonomo, chiedendo approfondimenti e pareri alle autorità competenti. La risposta, però, è stata univoca: le norme vigenti escludono questa possibilità. La concessione del servizio idrico integrato nell'attuale forma non esisterà più, e ignorarlo, avvertono i sindaci, significherebbe «mettere a rischio il patrimonio costruito nel tempo».

Un passaggio, questo, coerente con quanto emerge dal bilancio di sostenibilità di AIMAG per il 2024, che già documentava l'avvio di un percorso di rafforzamento della partnership industriale con il socio privato Hera, anche attraverso l'operazione di conferimento della quota di HERAcquamodena S.r.l. in AIMAG, finalizzata a dotare la società di strutture più solide in vista delle scadenze normative sulle concessioni.

Perché i sindaci frenano sui dibattiti pubblici

Un passaggio della dichiarazione ha già fatto discutere: i sindaci spiegano di ritenere prematuro «organizzare dibattiti pubblici o conferenze stampa» in questa fase, giudicando il quadro ancora incompleto. Una posizione che il Comitato probabilmente non accoglierà con favore, ma che i primi cittadini difendono in nome della «chiarezza, serietà e senso di responsabilità» su temi che incidono direttamente sulle tariffe e sui servizi quotidiani dei cittadini.

L'obiettivo dichiarato resta triplice: garantire servizi di qualità, mantenere tariffe sostenibili e tutelare i lavoratori e l'indotto territoriale legato a una società che da decenni è parte integrante dell'economia locale.

I ventuno sindaci firmatari

La dichiarazione porta la firma di Francesca Silvestri (Bastiglia), Tania Meschiari (Bomporto), Viviana Bertazzoni (Borgo Carbonara), Alberto Borsari (Borgo Mantovano), Daniela Tebasti (Campogalliano), Monja Zaniboni (Camposanto), Riccardo Righi (Carpi), Stefano Venturini (Cavezzo), Marika Menozzi (Concordia S/S), Alberto Calciolari (Medolla), Letizia Budri (Mirandola), Claudio Bavutti (Moglia), Enrico Diacci (Novi di Modena), Fabio Zacchi (Poggiorusco), Gloriana Dall'Oglio (Quistello), Michele Goldoni (San Felice sul Panaro), Auro Codifava (San Giacomo delle Segnate), Angela Zibordi (San Giovanni del Dosso), Veronica Morselli (San Possidonio), Sauro Borghi (San Prospero) e Caterina Bagni (Soliera).

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