Una nota densa di preoccupazioni, quella diffusa sabato 11 luglio 2026 dal Comitato AIMAG per il Territorio, che torna a far sentire la propria voce sul futuro della multiutility partecipata da 21 Comuni tra le province di Modena e Mantova. Al centro del documento, l'ipotesi del concambio azionario tra AIMAG e Hera, una prospettiva che il Comitato definisce «una strada senza ritorno» e sulla quale chiede ai sindaci la massima chiarezza.
Il Comitato parte da un dato di fatto: studi e consulenze vengono commissionati con fondi pubblici, ma i risultati restano spesso vincolati alla segretezza e accessibili solo ai consiglieri comunali e al Consiglio di Amministrazione. «In questo modo il Comitato risulta ufficialmente privo di elementi su cui ragionare», si legge nel comunicato. Per questo, le valutazioni si basano su quanto filtra da dichiarazioni pubbliche e interventi nei consigli comunali.
La dichiarazione del sindaco e l'ombra del concambio
Il riferimento è a una frase attribuita al sindaco di Carpi, Riccardo Righi, che lo scorso 28 giugno avrebbe dichiarato a La Pressa: «Hera rimane l'interlocutore fondamentale di AIMAG». Parole che per il Comitato sollevano più di un interrogativo: «Cosa si intende dire? E, specialmente, questa è l'opinione di tutti i sindaci?». Se l'unica strada percorribile fosse davvero quella del concambio azionario, il Comitato ricorda alcuni punti fermi che andrebbero tenuti in considerazione.
I sei punti critici sollevati dal Comitato
Primo: qualsiasi decisione deve passare attraverso tutti i 21 Consigli comunali dei Comuni soci, un percorso già rivelatosi «in salita» anche solo per l'adesione al Patto di Sindacato. Secondo: dal 2023 ai cittadini è stato detto che AIMAG deve restare a maggioranza pubblica e con governance pubblica, e un'operazione di questo tipo andrebbe spiegata con trasparenza. Terzo: servirebbero almeno due anni, quindi fino a fine 2028, per concludere una gara europea per un'operazione societaria di questa complessità.
Quarto punto, e forse il più delicato: far coincidere questa gara con l'eventuale uscita del bando per il Bacino Idrico Modenese sarebbe «una pazzia», perché AIMAG rischierebbe una svalutazione patrimoniale con conseguente danno per i Comuni soci. Quinto: se il concambio andasse in porto, AIMAG potrebbe perdere la gestione del servizio di raccolta e trasporto rifiuti. Sesto: il concambio è «una strada senza ritorno», perché si tratta di un'operazione con cui una società acquisisce il controllo di un'altra attraverso la conversione delle azioni, senza esborso di liquidità.
L'appello a sindaci e CDA
Il Comitato si rivolge direttamente ai sindaci e ai componenti del Consiglio di Amministrazione, riconoscendone le responsabilità ma ribadendo la difficoltà di operare senza informazioni certe: «Abbiamo solo pezzi di vostri interventi fatti durante i Consigli comunali». La nota si chiude con un auspicio: che le riflessioni del Comitato, pur basate su elementi parziali, possano contribuire al dibattito pubblico. E con un messaggio rivolto al nuovo CDA di Aimag: «Meglio utilizzare consulenti che siano anch'essi nuovi».